L’odissea di un disabile «Impossibile accedere ai treni e al lungomare»

Barriere proibitive alla stazione, pendenze eccessive nei sottopassi Il sindaco: «Ha ragione, torneremo alla carica con le Ferrovie»
ROSETO. «Roseto ha troppe barriere architettoniche, è impossibile per un disabile in carrozzina, da solo, accedere ai treni e andare dal centro della città al mare». A dirlo è un cittadino disabile che ha chiesto l’anonimato. L’uomo riesce a muoversi tranquillamente da solo per la città, ma domenica scorsa è stato costretto a chiamare il barista del bar nei pressi della stazione per andare a prendere il treno al secondo binario. «Da anni è così», aggiunge il cittadino, «possibile che mai nessuno abbia pensato a questa grande problematica? Si tratta di civiltà». Alla stazione ferroviaria, infatti, si può tranquillamente accedere al primo binario, ma per raggiungere gli altri due è necessario passare dalle scalinate, altissime, proibitive per qualsiasi disabile in carrozzina. L'accesso al mare poi, dal centro, diventa impossibile per la presenza delle barriere architettoniche alla stazione ferroviaria, appunto, e le pendenze eccessive dei sottopassi di via Thaulero e via Canale Doria. Un disabile in carrozzina, da solo, sarebbe costretto a percorrere almeno 700 metri, sia verso nord sia verso sud, per raggiungere i sottopassi accessibili ai disabili, ovvero quello in via Emilia e quello in viale Marche. Ci sarebbero due sottopassi più vicini, via Filippone Thaulero verso sud e via Conti verso nord, ma in entrambi i marciapiedi sono troppo stretti per una carrozzina. È un problema presente da tanti anni, mai risolto da nessuna amministrazione.
Il sindaco Sabatino Di Girolamo dice: «Il disabile ha ragione, abbiamo queste criticità da tempo e, in un modo o nell'altro, devono essere risolte. Le pendenze dei sottopassi di via Thaulero e via Canale Doria sono proibitive, nonostante sia stato fatto un intervento due anni fa, dunque la soluzione più facile sarebbe eliminare le barriere architettoniche alla stazione. A settembre tornerò alla carica con le Ferrovie dello Stato, perché l'intervento sarebbe previsto nel 2021, ma io vorrei anticiparlo al 2020. Non possiamo più aspettare». Nel mese scorso, in giunta comunale, è stato approvato l’atto di indirizzo propedeutico alla stesura del Peba, il piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, e contestualmente sono state approvate le linee guida con un cronoprogramma del lavoro da svolgere nei prossimi mesi, ovvero una graduale rimozione delle barriere architettoniche in tutta la città, oltre a dei lavori su edifici e spazi pubblici. Sono tutti buoni propositi, da concretizzare al più presto però. Si può intervenire in tanti punti della città, come i marciapiedi o i parchi, ma sarebbero interventi che andrebbero a risolvere il problema delle barriere solo parzialmente, perché fin quando non si permetterà ai disabili di accedere in sicurezza dal centro cittadino al lungomare, non si potrà mai parlare di “città a misura di disabile”. «I problemi di questa città, dal punto di vista delle barriere architettoniche, sono tanti», conclude il cittadino disabile, «è necessario cambiare mentalità, altrimenti saremo visti sempre come l’ultimo dei problemi da risolvere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

