L’uomo delle stelle di Civitella scopre un sistema planetario

Il sindaco Di Pietro fa i complimenti al giovane ricercatore dell’università di Padova E Malavolta spiega come è arrivato a individuare il primo sistema multiplo in un ammasso stellare
TERAMO. Questo non è un Paese per geni. Lo sa bene il 32enne civitellese Luca Malavolta, assegnista all'università di Padova e autore, col suo gruppo di ricerca, di un'importante scoperta astronomica: il primo sistema planetario multiplo in un ammasso di stelle. La notizia non ci ha messo molto ad arrivare alle orecchie dei conterranei e così, mentre il giovane studioso -in bilico tra gioia e timore per il futuro- ha confidato la fatica di una ricerca molto precaria, il suo comune d'origine è esploso in un tripudio d'orgoglio. «Sono particolarmente onorata oggi di poter ringraziare Luca Malavolta a nome di tutta Civitella», ha scritto su Facebook la sindaca, Cristina Di Pietro, chiedendo poi all'astronomo di raccontare in maniera "comprensibile" la scoperta.
E il ricercatore ha risposto di buon grado: «Il primo pianeta che orbita intorno a una stella diversa dal nostro sole è stato identificato appena venti anni fa. Da allora sono stati scoperti migliaia di sistemi planetari, composti da pianeti singoli o sistemi multipli (quando c'è più di un pianeta intorno alla stessa stella), quasi tutti molto diversi da quelli del sistema solare. In molti casi pianeti più grandi di Giove sono stati trovati così vicini alla loro stella da farne il giro completo in pochi giorni, invece che in anni, come invece succede nel nostro sistema solare. Gli scienziati si sono quindi messi alla ricerca di una spiegazione sul perché si formino pianeti così strani invece di pianeti simili alla terra».
Malavolta ha tentato di far comprendere la differenza tra stelle di campo e stelle di ammasso: «La maggior parte dei pianeti è stata scoperta intorno a stelle "di campo", cioè a stelle isolate e lontane l'una dall'altra. Di queste però è difficile stimare età, massa e componenti chimici, tutti ingredienti che contribuiscono alla formazione planetaria. Gli "ammassi aperti" sono gruppi di stelle che sono nate nello stesso momento, si trovano alla stessa distanza e hanno la stessa composizione chimica, quindi è più facile misurare queste proprietà e capire come influenzano la formazione dei pianeti. Cercare pianeti in stelle di ammasso è però più difficile perché queste sono più giovani delle stelle "di campo", cioè hanno variazioni di luminosità che nascondono la presenza del pianeta. Per questo finora sono stati scoperti meno di un decina di pianeti in ammassi aperti, e tutti in sistemi singoli (un solo pianeta per stella). Per capire come si è formato un sistema planetario abbiamo bisogno di identificare almeno due pianeti intorno alla stessa stella, perché le diverse spiegazioni proposte dagli scienziati prevedono risultati diversi per il pianeta più esterno del sistema». Quindi ha concluso spiegando che è «il primo sistema multiplo in un ammasso stellare, e questo ci ha permesso di misurarne in dettaglio molte proprietà e di capire come si è formato».
Emanuela Michini
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