La consulta del turismo fa muro «Tassa di soggiorno inospitale»

Per il presidente Di Carlo «questa imposta danneggia tutto il nostro comparto economico» Poi lancia un monito al Comune: «Se non tiene conto del nostro parere contrario, addio dialogo»
GIULIANOVA. Giunge forte e chiara la posizione degli operatori turistici, riunitisi mercoledì sera in consulta del turismo: no all’imposta di soggiorno o non sarà più possibile né dialogo né collaborazione tra operatori e amministrazione. L’imposta, che pagherebbero i turisti, sarebbe per gli operatori turistici una misura inospitale e non consona ai servizi che offre la città, soprattutto d’estate.
«L’imposta di soggiorno», commenta Marco Di Carlo, presidente della consulta del turismo, «andrebbe ad intaccare il comparto economico turistico, di fondamentale importanza per la nostra città. Se l’amministrazione non terrà conto del nostro parere contrario, si corre il rischio di creare una rottura totale da cui difficilmente si potrà tornare indietro. È superfluo poi ricordare che l’imposta deve essere condivisa tra tutti i Comuni della costa. Noi membri della consulta siamo anche disposti a presenziare eventuali assemblee di cittadini per spiegare perché l’introduzione di tale imposta sarebbe solo un danno per Giulianova».
Per decidere se introdurre tale tributo, infatti, il Comune, come accaduto per la vicenda della spiaggia libera con accesso ai cani potrebbe anche consultare i cittadini tramite le assemblee di quartiere. «Sarebbe facile per chi non è del settore turistico», continua Di Carlo, «dare il proprio consenso, in fondo si tratta di soldi che non uscirebbero dalle tasche dei cittadini. Il punto è proprio far capire che si creerebbe invece un danno per tutta l’economia cittadina: si andrebbe a tassare il turista, tanto prezioso per la nostra città». L’amministrazione, comunque, ha previsto nel bilancio pluriennale ben 355mila euro che dovrebbero entrare dall’imposta di soggiorno, senza per altro, come ha fatto notare Fabrizio Retko nell’ultimo consiglio comunale, aver ancora stilato un regolamento. «Come si può far pagare al turista servizi che non ci sono?», incalza il presidente della consulta, nonché referente di Federalberghi. «Nonostante le proposte fatte dalla consulta, come la costruzione del sito web che sarebbe costato solo 1500 euro, niente si è mosso. I depuratori non funzionano, d’estate gli alberghi devono dire ai clienti di razionalizzare l’acqua che manca per 15 giorni, gli ingressi della città non sono all’altezza e, a tratti, ci sono divieti di balneazione».
Ma Di Carlo ricorda anche l’impegno pre-elettorale dell’allora candidato sindaco Francesco Mastromauro, che si era scontrato al ballottaggio con Fabrizio Retko. «Mentre Retko aveva detto che non avrebbe istituito l’imposta, condizioni di bilancio permettendo», conclude Di Carlo, «Mastromauro aveva firmato senza riserve». Dello stesso avviso il Movimento 5 stelle, il quale dichiara che «le promesse della campagna elettorale continuano a svanire. Adesso è il turno di albergatori e campeggiatori, da sempre sostenitori del Pd e di Mastromauro, che ha annunciato l’introduzione della tassa di soggiorno. Ennesimo balzello che servirà a rimpinguare le casse comunali, dissanguate per la campagna elettorale del 2014».
Margherita Totaro
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