La Gran Sasso riconvoca Finori: «Deve restituire gli impianti»

L’imprenditore, la cui gestione è scaduta l’8 novembre, è stato invitato a presentarsi martedì 15 Di Natale: «Dobbiamo riprendere subito in mano le attrezzature per svolgere le manutenzioni»
PIETRACAMELA. Il tormentone Prati di Tivo prosegue. La Gran Sasso Teramano ha convocato di nuovo il gestore Marco Finori per la riconsegna degli impianti di risalita, mentre il sindaco di Pietracamela Antonio Villani e il presidente dell’Asbuc Paride Tudisco tuonano: «La stazione non può stare più ferma».
La Gst, la società pubblico- privata in liquidazione proprietaria degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva, riprova a riavere gli impianti dal gestore Marco Finori e lo ha convocato per la seconda volta martedì prossimo alle 10,30 dinanzi alla stazione di partenza della cabinovia. Lo stesso posto dove giovedì mattina scorso il liquidatore della società Gabriele Di Natale e il legale Divinangelo D’Alesio lo hanno atteso invano per la riconsegna delle attrezzature, che era stata richiesta con e-mail del 3 novembre e a seguito della scadenza della proroga di gestione, avvenuta l’8 novembre. «Finori non ha nessun titolo e diritto di restare in possesso degli impianti che sono stati concessi per un preciso scopo e utilizzo e per un determinato periodo di tempo che è ora spirato», spiega Di Natale, «la Gst ha, quindi, diritto legittimo di rientrare in possesso degli stessi. Voglio chiarire che i 30 giorni di tempo ai quali Finori si è appellato per la restituzione sarebbero valsi solo se nel corso della gestione si fosse proceduto alla vendita degli impianti e non per la riconsegna alla scadenza, che è immediata e prescinde dal bando di vendita o altro». Il non possesso delle attrezzature da parte della Gst mette a serio rischio l’apertura invernale. «Dobbiamo riprenderli e operare le manutenzioni», aggiunge il liquidatore, «se non li riconsegna nemmeno martedì è solo per fare ostruzionismo».
Risentito è il sindaco di Pietracamela Antonio Villani. «Questa situazione è diventata intollerabile», dice, «la stazione è bloccata con evidenti rischi per la riapertura invernale ed è ostaggio di interessi personali, rischiando il tracollo: qualcuno si deve mettere la mano sulla coscienza per ciò che sta accadendo». Il Comune, che è socio della Gst, spinge per la vendita delle attrezzature. «Il balletto delle gestioni temporanee non è più accettabile», incalza Villani, «vogliamo una gestione definitiva e continuativa che dia certezza agli operatori». E insieme alla proroga di gestione a Finori è scaduta anche la concessione dei terreni dall’Asbuc di Pietracamela. «Non ci sono né gestore né proprietario, quindi niente concessione», sottolinea il presidente Paride Tudisco, «quando ci sarà una nuova richiesta da un nuovo gestore o proprietario ci attiveremo come abbiamo sempre fatto. Non è concepibile», conclude, «che il comparto montano Fano-Prati sia bloccato da ricorsi che stanno mettendo in ginocchio il comprensorio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

