La guerra contro Manola è dentro lo Zooprofilattico

23 Dicembre 2015

Il ricorso al Tar per annullare la sua nomina è di un dipendente dell’istituto e non del sindacato nazionale dei veterinari. «Ma è illegittimo e tardivo»

TERAMO. Parte da dentro l’istituto zooprofilattico la guerra contro la nomina a presidente del cda Manola Di Pasquale. A confermarlo è lei stessa in una nota inviata al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, dove affronta le questioni del ricorso al Tar del Sivemp, il sindacato dei veterinari, contro la sua nomina, spiegando intanto che la firma sul ricorso è di un dipendente dello stesso istituto zooprofilattico e non del rappresentante legale del sindacato dei veterinari, che all’interno dell’Izs rappresenta 10 dipendenti su circa 400. Poi il dato di fatto da cui emergerebbe che il ricorso non avrebbe le gambe per camminare: «I termini di impugnativa sono scaduti il 29 novembre, dunque il ricorso è tardivo, oltre che illegittimo».

Manola Di Pasquale articola la sua replica a suon di richiami ad articoli di legge e statuto ed entra nel merito di tutte le contestazioni, puntualizzando su tutto che il ricorso non è stato né firmato né condiviso dal dipendente con il sindacato nazionale dei veterinari, e aggiunge che «il sindacato non può agire per tutelare interessi che non siano generalizzati e previsti nelle sue finalità statutarie, giammai quindi a confutazione di nomine degli organi di indirizzo e controllo». Sul suo curriculum e sulle sue competenze, la Di Pasquale specifica che «nel ricorso non c’è alcun richiamo alla determina della direzione affari della presidenza e legislativa della Regione che fissava il percorso amministrativo per la nomina dei componenti del cda e che prevedeva l’aggiornamento del curriculum. Le competenze richieste sono state autocertificate a norma di legge, come richiesto dall’avviso. Tale atto fa “piena prova” nei procedimenti amministrativi e non è stato impugnato per falso, corrispondendo a verità tutto quanto certificato».

Sulla inconferibilità, il neopresidente ricorda di non avere«ruoli politici e di segreteria nel partito ma di essere solo consigliere comunale: «Il cda non ha funzioni di gestione e dunque le ipotesi di legge su inconferibilità e incompatibilità non sono applicabili come invece per direttore generale, sanitario e amministrativo. A ciò si deve aggiungere la circostanza che l’Izs non è un ente di livello regionale, ma interregionale di livello nazionale». Infine le accuse al mittente motivi di “interesse”: «Non posso non rilevare debolezze e contraddizioni delle questioni sollevate a partire dall’ambiguità, che pare voluta, come se il ricorso abbia l’unico scopo di creare un clima avverso per condizionare negativamente il processo di governance che si è avviato dopo anni di difficoltà».(m.d.t.)

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