La Madonna del Latte verso il ritorno a Campli dopo vent’anni di esilio

CAMPLI. La Madonna del Latte, mirabile opera quattrocentesca di Giacomo da Campli, rientrerà nel centro farnesiano a ottobre per una mostra nella chiesa di San Paolo e probabilmente lì resterà...
CAMPLI. La Madonna del Latte, mirabile opera quattrocentesca di Giacomo da Campli, rientrerà nel centro farnesiano a ottobre per una mostra nella chiesa di San Paolo e probabilmente lì resterà definitivamente. Se tutti gli attori dell'importante operazione culturale sapranno coordinarsi – Comune e parrocchia di Campli, Munda Museo nazionale d’Abruzzo, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, associazione culturale Memoria&Progetto – si chiuderà felicemente una vicenda iniziata oltre vent’anni fa con la partenza dalle chiese camplesi della Madonna dipinta da Giacomo con una settantina di pezzi tra dipinti, statue, suppellettili. Opere da allora depositate nel museo della Direzione regionale musei a Paludi di Celano, mentre la Madonna del Latte è al Munda dal 2015, dopo restauro e mostra per Expo Milano curata da Vittorio Sgarbi.
Da tempo i camplesi reclamano il ritorno dell'opera. Presente a Teramo per la riesposizione in duomo del restaurato polittico di Jacobello del Fiore, la direttrice del Munda Federica Zalabra, anche a capo della Drm, ha detto al Centro che «sulla Madonna del Latte si è creato un falso problema», aggiungendo che per il museo aquilano la presenza dell’opera, non assicurata, «è fonte di responsabilità e preoccupazione. Se il Comune di Campli propone una collocazione adeguata, in un sito protetto, il ritorno può avvenire subito». L’impressione è che l’operazione si farà, grazie pure all’intesa con la Soprintendenza diretta da Cristina Collettini. Come per la medioevale statua della Madonna col Bambino, per il cui ritorno a ottobre a Castelli, ribadito a Teramo dalla soprintendente, le due istituzioni hanno trovato la quadra, lo stesso avverrà per la Madonna di Campli. La mostra nella chiesa annessa alla Scala Santa, organizzata da Comune, parrocchia e Memoria&Progetto, oltre alla Madonna del Latte ospiterà sei opere, tra cui due tavole di Cola dell’Amatrice.
L’esposizione precederà l'apertura a inizio 2024 in Sant’Onofrio, ex convento Celestini, del museo d'arte sacra sognato da don Antonio Mazzitti: fu l’allora parroco a togliere le opere dalle chiese camplesi per un museo rimasto sulla carta fino a oggi. L’attuale parroco, don Luigi Filipponi, incontrerà nei prossimi giorni la soprintendente per un sopralluogo nella chiesa di San Paolo, ristrutturata e aperta al culto. «Una chiesa sicura, dotata di allarme, videosorveglianza, climatizzatore. Inoltre il Comune è pronto a organizzare la vigilanza notturna», dice il sacerdote, che vuole riportare a Campli pure le altre opere partite vent’anni fa: «Il grosso deve tornare nella cattedrale di Santa Maria in Platea, spogliata di tele sostitute da fotografie, cosa che ha scandalizzato Sgarbi».
Anna Fusaro
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