La minoranza: «Vogliono rifare ex novo il Prg del 2015»

6 Marzo 2022

ATRI. L’opposizione ad Atri critica la giunta Ferretti sulla prossima revisione del piano regolatore generale. In una nota a firma dei consiglieri comunali Paolo Basilico (Azione), Alfonso Prosperi e...

ATRI. L’opposizione ad Atri critica la giunta Ferretti sulla prossima revisione del piano regolatore generale. In una nota a firma dei consiglieri comunali Paolo Basilico (Azione), Alfonso Prosperi e Ugo Giuliani (Pd) e Giammarco Marcone (Rinascimento atriano) si legge: «La maggioranza che ci governa ha approvato in consiglio comunale, nella seduta dell’11 febbraio, i nuovi indirizzi per la redazione della variante parziale al Prg in vigore dall’8 agosto 2015. Sono passati appena sette anni e già si prende atto della inadeguatezza del Piano. Ma non era, questo, il Prg perfetto che avrebbe guidato e risolto i problemi del nostro territorio e dei nostri concittadini? Già si sente il bisogno di nuovi indirizzi? Questi “indirizzi” l’amministrazione comunale li chiama “variante parziale al Prg”? No. Questa è una variante generale, cioè un nuovo Prg».
La nota prosegue: «Aveva ragione l’emerito ex sindaco Gabriele Astolfi che parlava di flessibilità e adattabilità e si preparava per la futura variante avendo già gestito con cura le osservazioni al Prg. Ma le cambiali politiche prima o poi si devono pagare ed ecco, improvvisamente, si chiede una revisione. A nessuno sfuggirà», evidenzia l’opposizione, «che nella primavera del 2023 vi saranno le elezioni amministrative e bisogna fare in fretta per accontentare o almeno suscitare le aspettative. Si promuove un nuovo sistema partecipativo da parte di chi ha sempre rifiutato il confronto, con l’ideazione di un anomalo “Avviso pubblico finalizzato alla raccolta di manifestazioni di interesse e a intercettare istanze”. Voi amministratori», così concludono polemicamente i consiglieri di minoranza, «non avete una vostra idea di città, voi non pensate alle frazioni storiche e alle contrade del nostro territorio che hanno bisogno di servizi e idee, voi non rivolgete lo sguardo alle politiche attive. Chiusi nell’isolamento, non avete proposte valide per il centro storico che ha bisogno di ripopolamento e non di semplici segni sulla carta».(d.f.)
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