La prima richiesta a D’Alberto: «Il consiglio va riportato in centro»

13 Giugno 2023

L’appello è di Cristina Marroni e Caterina Provvisiero: «Nella sala ipogea i cittadini parteciperebbero di più» Antonetti punge: «Teramo ha bisogno di tempi veloci, qui invece si arriva sempre all’ultimo giorno utile»

TERAMO. Il giuramento, il discorso, l'avvio del secondo mandato citando il presidente Sergio Mattarella e quel brano di De Gregori che ricorda a tutti che «la storia siamo noi, nessuno si senta escluso». Il sindaco Gianguido D'Alberto ieri mattina ha aperto i lavori del primo consiglio comunale del suo governo bis ringraziando tutti gli ex assessori e consiglieri comunali della prima consiliatura, facendo gli auguri di buon lavoro alla nuova assise e tracciando le linee di un percorso che riparte da dove si era interrotto prima delle elezioni. D'Alberto ha richiamato la centralità dei principi costituzionali e la volontà di «accorciare le distanze, sociali e territoriali ma anche fra Teramo e il suo futuro» ha detto, sottolineando come a guidare l'attività amministrativa debba essere «soprattutto l'attuazione del principio di uguaglianza» tramite l'attenzione ai più deboli e a chi è solo, affinché nessuno resti indietro.
Agli applausi è seguito un minuto di silenzio per la morte, la cui notizia è giunta proprio in quei minuti, di Silvio Berlusconi. Si sono poi aperte le operazioni di voto del presidente del consiglio comunale, poi l'aula si è animata con gli interventi dei consiglieri di maggioranza e opposizione. Dai banchi della minoranza sono arrivate le prime stoccate al sindaco, ma anche proposte e richieste. Un'opposizione apparsa compatta negli intenti, ma frammentata nei modi. Il primo a prendere la parola è stato l’ex candidato sindaco civico e del centrodestra Carlo Antonetti: ha contestato la mancata approvazione del consuntivo entro i termini di legge da parte della vecchia amministrazione, la convocazione del consiglio comunale nell'ultimo giorno utile come anche la presentazione della giunta. «Sono onorato e felice», ha detto Antonetti riferendosi alla sua presenza in assise, «ma non nascondo che l'andamento di questo primo consiglio non è in linea con le mie aspettative», ha aggiunto riferendosi alle pause che hanno scandito il voto in aula del presidente. «Teramo ha bisogno di tempi veloci», ha concluso, promettendo un'opposizione «seria, attenta, fatta sui contenuti, senza pregiudizi». Non ha celato la sua emozione per il ritorno in Comune neppure l'altra ex aspirante sindaca, Maria Cristina Marroni. Ha parlato di opposizione costruttiva, confidando in una maggiore centralità del consiglio comunale in termini ideali e logistici affinché torni a essere «luogo di discussione e confronto, non solo un posto dove sedersi e alzare la mano per votare decisioni prese in altre sedi», ha detto Marroni, che ha lanciato la proposta di trasferire il consiglio nella sala ipogea fin tanto che non torni agibile la sede di piazza Orsini: questo permetterebbe ai cittadini di essere più partecipi e presenti. Per le stesse ragioni ha chiesto l'attivazione di un bando per le televisioni locali affinché si torni a trasmettere in diretta le sedute. Richieste sposate e rilanciate anche dalla consigliera civica di minoranza Caterina Provvisiero. Di opposizione vigile ha parlato Berardo Rabbuffo, della Lega, che ha criticato la giunta a suo dire «priva di assessori esterni esperti di materie specifiche», ma anche i nomi degli assessorati «roboanti e in certi casi vuoti perché senza portafoglio come quello di Di Bonaventura». Luca Corona, consigliere di Fratelli d'Italia, ha garantito una «opposizione tenace e costruttiva» che vigilerà su come si interverrà su temi caldi quali «ricostruzione, parcheggi, sicurezza, Pnrr, verde, manutenzione, siti culturali».
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