La Provincia vende l’ex caserma dei vigili in cambio di lavori

31 Dicembre 2014

Chi la compra non verserà un euro, ma dovrà garantire opere di manutenzione degli edifici dell’ente per 2 milioni

TERAMO. Opere al posto dei soldi. La Provincia inaugura la formula creativa per la vendita di immobili improduttivi. Ai potenziali acquirenti non chiederà denaro ma lavori da spalmare su più annualità. Il primo esempio applicativo di questo nuovo modello riguarderà l'ex caserma dei vigili del fuoco. Il complesso, messo in vendita dall'ente dopo il trasferimento del corpo nella struttura lasciata anni fa dagli alpini, non ha ancora trovato un proprietario. Un paio di tentativi di vendita all'asta sono andati deserti, così l'ente ci riprova cambiando metodo. La stima dell'ex caserma è stata fissata a due milioni di euro, un po’ meno rispetto alla valutazione precedente, ma per incoraggiare l'acquisto la Provincia chiederà opere e non soldi. «L'acquirente non sborserà un centesimo», spiega il presidente Renzo Di Sabatino, «ma dovrà garantire lavori di manutenzione degli edifici dell'ente pari a 200mila euro l'anno per un decennio». Questa soluzione potrebbe allettare imprese in crisi di liquidità ma che dispongono di personale da poter impiegare negli interventi da fornire all'ente. Lo scambio, comunque, sarà garantito da una polizza fideiussoria a favore della Provincia destinata a coprire eventuali inadempimenti del compratore.

La vendita dell'ex caserma con la formula innovativa prevista dalle norme sarà una sorta di esperienza pilota destinata ad essere ripetuta in caso di esito positivo e uno degli impegni che la Provincia affronterà nel 2015 dopo l'entrata in vigore della riforma che ne ha modificato l'assetto. Dalla metà di ottobre, quando ci sono state le elezioni di secondo livello, l'ente ha raggiunto i primi risultati. A illustrarli è Di Sabatino che traccia così un bilancio dei due mesi di attività della nuova amministrazione. L'approvazione dello statuto ha ridefinito funzioni e ruoli degli organi dell'ente, come l'assegnazione definitiva delle deleghe ai consiglieri. L'attivazione della stazione unica appaltante consentirà la gestione centralizzata delle gare aiutando le amministrazioni locali a ridurre i costi delle procedure ma anche a innescare economie di scala relative a forniture di beni e servizi con miglioramenti nel rapporto qualità-prezzo. La revisione dei costi ha prodotto risparmi per circa un milione di euro derivanti dall'eliminazione degli interim per i dirigenti e della figura del direttore generale (150mila euro), dalla disdetta di affitti (150mila euro) e dalla ricontrattazione delle spese per le utenze (30mila euro). Altri 500mila euro sono stati ricavati dalla rinegoziazione dei mutui a tassi più vantaggiosi per l'ente.

Una questione centrale su cui la Provincia dovrà concentrare i propri sforzi resta comunque la gestione del personale. I tagli imposti dalla legge di stabilità varata dal governo impongono il varo entro marzo della nuova dotazione organica per le funzioni fondamentali dell'ente con un costo complessivo ridotto del 50% rispetto al 2014. «Non significa che saranno licenziate le persone», tiene a precisare Di Sabatino, «ma andranno ricollocate in primis in Regione e in altri enti pubblici». Molto dipenderà da come saranno riorganizzate le cosiddette "funzioni non fondamentali" nel quadro del riassetto che interesserà anche il livello regionale e gli enti che si occupano del ciclo dei rifiuti e dell'acqua. Il processo, stando ai tempi indicati dal presidente, si perfezionerà nel giro di un paio d'anni. Nel frattempo l'ente terrà attivo un elenco di personale a disposizione per attività e servizi.

Gennaro Della Monica

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