«La rivoluzione nell’assistenza si fa investendo sul personale»

9 Giugno 2022

Il ministro Speranza nel suo intervento evidenzia la necessità di superare l’attuale modello di spesa L’assessore Verì: «In Abruzzo ci sono 213 milioni per realizzare strutture innovative sul territorio»

TERAMO. La nuova stagione di investimenti e riforme in sanità non può che ripartire dalla valorizzazione del personale, che rappresenta la leva del servizio sanitario nazionale. Il ruolo dei professionisti nella costruzione dei nuovi assetti post pandemia è stato uno dei temi affrontati ieri nel corso del convegno “I valori del Servizio sanitario nazionale e le sfide della post pandemia. Dal Pnrr al Dm 71”, organizzato dalla Fiaso (la Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere) e dall’Asl di Teramo.
IL MINISTRO. Nell’incontro, che si è svolto al Mazzini di Teramo e ha coinvolto istituzioni, direttori generali delle Asl della regione Abruzzo, professionisti e attori della governance socio-sanitaria, è intervenuto da remoto il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha detto: «Per la prima volta dopo molti anni si è aperta una nuova stagione di investimenti, ci sono risorse senza precedenti che arrivano sul Ssn. Ma bisognerà fare di più con le prossime leggi di bilancio, perché passi l’idea che ogni euro in più che lo Stato mette sulla salute non è spesa pubblica ma investimento sulla qualità della vita delle persone. La sfida della riforma del servizio sanitario nazionale non si può fare se non si mette al centro quella che per noi è davvero la leva fondamentale: il nostro personale. Dobbiamo superare un modello di programmazione della spesa sanitaria che è stato costruito negli anni con silos chiusi e tetti di spesa, sto lavorando perché si provi a costruire un modello diverso e dovremo investire più che possiamo nelle nostre risorse umane».
LA FIASO. A ribadire l’importanza della valorizzazione delle risorse umane in sanità anche il presidente di Fiaso Giovanni Migliore: «Negli ultimi dieci anni, a causa del blocco del turnover e dei tetti di spesa per il personale, il servizio sanitario nazionale ha perso oltre il 6% degli organici. Un’emorragia che continua ogni anno quando vanno in pensione, tra quota 100 e limiti di età, più di 20mila tra medici e infermieri a fronte di soli 14mila tra nuovi specializzandi e neolaureati in infermieristica. È chiaro che si è stratificato nel tempo un grosso divario tra assunzioni e cessazioni, che ha impoverito gli ospedali e le Asl e a cui dobbiamo cercare di far fronte. È necessario sforare i tetti di spesa, ormai fuori tempo, e investire sui professionisti per colmare la grossa carenza di personale e affrontare le nuove sfide del Pnrr. Solo così potremo assumere a tempo indeterminato tutti i precari reclutati nel corso della pandemia e recuperare vent’anni di blocchi».
L’ASSESSORE. Ad aprire i lavori è stata l’assessore regionale alla salute Nicoletta Verì. «L’Abruzzo», ha detto, «tra le primissime Regioni italiane, ha sottoscritto il 30 maggio scorso il Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) con il ministero della Salute, che recepisce il piano operativo per l’attuazione delle misure della Missione 6 Salute del Pnrr. Di fatto, dunque, è stata certificata la correttezza formale e l’efficacia del nostro piano operativo, che porterà ad una vera rivoluzione del nostro sistema sanitario regionale, a partire da una nuova organizzazione dell’assistenza territoriale, fino all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione. I fondi a disposizione ammontano ad oltre 213 milioni di euro: di questi, circa 59 milioni sono destinati all’apertura delle Case della comunità, 26 milioni agli Ospedali di comunità, 4 milioni alle centrali operative territoriali, 31 milioni all’acquisto delle grandi apparecchiature, 54 milioni all’adeguamento antisismico e 38 milioni alla digitalizzazione. Entro il mese di giugno sarà poi completata la proposta del nuovo piano territoriale, che stiamo portando avanti con l’Agenas, per definire il perimetro delle azioni previste dal Dm71».
IL DG DI GIOSIA. Maurizio Di Giosia, direttore generale della Asl di Teramo e coordinatore Fiaso Abruzzo, ha proseguito ricordando come il Pnrr rappresenti «un piano di grande rilancio e potenziamento, verso un innovativo modello organizzativo dell’assistenza sanitaria territoriale. La rinnovata attenzione al territorio può essere la leva per una reale e più completa applicazione dei valori di universalità, uguaglianza ed equità a cui si ispira il Servizio sanitario nazionale. Siamo convinti che l’Asl di Teramo, con il suo territorio, possa giocare in questa fase un ruolo di straordinario laboratorio. A Teramo, infatti, si stanno concentrando una serie di elementi di novità organizzativa e gestionale che vedono, accanto al progetto per la realizzazione di un nuovo ospedale per acuti, una riforma della sanità territoriale da noi iniziata in anticipo con un progetto sperimentale per la gestione degli anziani fragili (il progetto Agicot giorni fa presentato ai sindaci, ndr) e infine la progettazione del nuovo polo della fragilità». A concludere i lavori sono stati gli interventi di altri due direttori generali di Asl abruzzesi, Vincenzo Ciamponi (Pescara) e Ferdinando Romano (Avezzano-Sulmona-L’Aquila). (red.te)
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