La Team in aula senza avvocato: condanna per stipendi irregolari

1 Giugno 2022

Un gruppo di ex dipendenti impegnati nella commessa di Termoli vince in primo grado e in appello I giudici: il legale nominato dalla società ha delegato un rappresentante che non aveva l’abilitazione

TERAMO. Hanno svolto mansioni superiori e per questo vanno pagati. Un gruppo di ex dipendenti della Team ha vinto così una lunga battaglia legale con l’azienda per il riconoscimento delle maggiori somme in busta paga relative ad attività lavorative prestate al di là di quanto previsto dal loro inquadramento contrattuale. La vicenda risale al 2015, sebbene sia stata definita più di recente con l’ultimo pronunciamento giudiziario, e attiene alla commessa gestita a Termoli dall’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti e di altri servizi connessi all’igiene urbana.
A sancire il diritto degli ex dipendenti sono, dunque, sentenze del tribunale di Larino e della Corte d’appello di Campobasso. In entrambi i casi l’azienda, all’epoca sotto custodia giudiziaria per la quota privata e che aveva come amministratore delegato Luca Ranalli e per presidente Pietro Bozzelli, designato dall’allora amministrazione comunale, è stata condannata a versare le quote dovute agli ex dipendenti e a farsi carico delle spese legali. Per i lavoratori, oltre alla soddisfazione per il riconoscimento delle somme derivanti dalle mansioni superiori e che a seconda dei casi oscillano tra poco meno di quattromila e oltre settemila euro, la loro vicenda è emblematica di una gestione quanto meno incauta delle scelte. La sentenza d’Appello in particolare, seguita a una delle istanze degli ex dipendenti rigettata in primo grado, ha accolto una serie di contestazioni mosse nei confronti dell’azienda. Tra queste c’è anche il fatto che l’avvocato nominato dalla Team abbia delegato per presenziare in giudizio un proprio rappresentante che, però, non aveva l’abilitazione. Questa circostanza, secondo gli ex lavoratori, sarebbe stata aggravata dalla natura a prevalente capitale pubblico della società, recentemente passata sotto il pieno controllo del Comune, e dalla considerazione che la quota privata fosse sotto custodia giudiziaria per un’inchiesta in cui era coinvolta la ditta partner dell’ente. Il gruppo dei ex dipendenti ha anche contestato la designazione dell’avvocato che sarebbe avvenuta per scelta esclusiva di Ranalli, senza coinvolgere Bozzelli come sarebbe stato richiesto dallo statuto aziendale. Solo per uno dei lavoratori in questione, senza contare l’indennizzo per un altro ex dipendente a cui è stato riconosciuto l’illegittimo licenziamento, l’azienda avrebbe dovuto sborsare circa 30mila euro. Il gruppo di ex operatori Team a suo tempo inviò anche una segnalazione in Procura e all’allora sindaco Maurizio Brucchi, ma senza alcun esito. Ranalli contattato dal Centro preferisce non fare dichiarazioni, ma conferma la piena correttezza del suo operato nella vicenda.
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