La vigilia di Natale di Conte tra bimbi senza famiglia e disabili

27 Dicembre 2018

Il premier, invitato dal vescovo Leuzzi, va in strutture di accoglienza a Cerchiara, Campli e Giulianova La cena alla Piccola Opera e la promessa di tornare a vedere come si fa la stella che gli hanno donato

TERAMO. Abbracci, strette di mano, carezze e tanti sorrisi. Il premier Giuseppe Conte, su invito del vescovo Lorenzo Leuzzi, ha voluto trascorrere la vigilia di Natale con i più deboli, proprio in provincia di Teramo.
Al termine della serata, poco dopo le 23, il presidente ha pubblicato un post di Facebook, mentre dall’Abruzzo era in viaggio verso la casa dei genitori a San Giovanni Rotondo.
«Ho deciso di vivere la vigilia di Natale in maniera differente, trascorrendo la serata in Abruzzo, in compagnia di bambine e bambini e anche adulti meravigliosi», ha scritto su Facebook, «in quanto padre e presidente del Consiglio ho pensato di offrire attenzione e testimoniare solidarietà a persone che soffrono o che sono segnate da storie di abbandono e di emarginazione, scambiando con loro gli auguri e sedendomi a tavola accanto a loro. Ancora una volta il regalo più bello me l’hanno fatto loro: mi hanno riempito il cuore, mi hanno accarezzato l’anima».
Il primo ministro è arrivato poco prima delle 18 alla comunità «Nido del Focolare», di Cerchiara, una struttura comunitaria di tipo familiare che ospita sin dal 1991, bambini disabili privi di famiglia di origine o abbandonati alla nascita. Attualmente vi sono ospitati otto bambini, a cui ha donato giocattoli e peluches.
Poi ha proseguito il suo viaggio solidale – sempre in compagnia del vescovo e della scorta – in una casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII a Campli. Qui Gioacchino e Claudia, papà e mamma, hanno accolto il presidente del consiglio nella loro casa dove vivono con i loro quattro figli adottati, di cui tre con gravi disabilità, quattro ragazzi in affido, due nonni ed un seminarista. Quella di Gioacchino e Claudia è una delle 201 case famiglia gestite dall'associazione in Italia, in cui sono accolte 1283 persone. Vere famiglie in cui c'è posto per tutti, seguendo l'intuizione più profonda di don Benzi, che vide nella famiglia il luogo naturale dell'accoglienza.
«E’ stato un gesto di attenzione del presidente verso il nostro territorio, verso realtà periferiche e terremotate», commenta il vescovo Leuzzi, «un’attenzione verso esperienze significative e uniche, come quelle della famiglia che a Campli adotta bambini con disabilità. Una visita completamente in forma privata: ha voluto lui conoscere queste esperienze di fragilità e prendere coscienza dell'impegno della diocesi. E ha ringraziato coloro che sono al servizio del prossimo. Poteva scegliere tante altre iniziative, credo che per lui sia stata proprio una esperienza di solidarietà, di accoglienza e di servizio». Non è un caso se Conte, molto devoto di San Pio, ha seguito gli studi universitari a Roma ospite del collegio di Villa Nazareth, istituzione fondata nel 1946 dal cardinal Domenico Tardini inizialmente per l'assistenza a bambini indigenti ed orfani di guerra.
Il viaggio nel mondo della solidarietà teramano si è concluso alla Piccola Opera Charitas di Giulianova, con una cena insieme a 60 assistiti. Il vescovo al presidente Mimmo Rega aveva preannunciato la sua presenza per la cena della vigilia di Natale “assieme ad un amico”. Solo la mattina del 23 è cominciata a circolare la notizia. Conte si è seduto spesso ai tavoli dei ragazzi e degli adulti ospiti della struttura sanitaria. Uno di loro lo ha abbracciato nel segno di un affetto che viene da un mondo che ha bisogno come non mai di protezione e di contatto umano. Conte ha chiesto di padre Serafino Colangeli, il fondatore della struttura, lasciando trasparire una certa conoscenza della storia della Piccola Opera. Si è interessato dei progetti, denominati “Artigiano” e “Fattoria”, che stanno per decollare a Villa Volpe dove la onlus è proprietaria di un appezzamento agricolo di circa 4 ettari. Proprio lì c’è una residenza che non è stata mai convenzionata dalla Regione con il servizio sanitario e di cui Conte ha chiesto informazioni. Un momento significativo c’è stato quando Conte ha ricevuto in dono una stella cometa in terracotta realizzata da uno dei 22 laboratori operativi della Piccola Opera. A quel punto il ha esclamato: «Vorrei vedere mentre vengono realizzati questi splendidi oggetti», lasciando supporre che il suo ritorno a Giulianova per un’altra puntatina alla Piccola Opera è possibile. Rega, presidente della Poc, è rimasto più che soddisfatto: «Questa visita è stata per tutti noi un momento di grande apprezzamento». (a.f.-al.al.)
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