La vita dopo il Covid A Montorio incontro tra due sopravvissuti

Sono l’avvocatessa Di Carlo e il pensionato Casalena ricoverati nello stesso periodo nel reparto di rianimazione
MONTORIO. Nel reparto di rianimazione all’ospedale di Teramo si sono ritrovati a combattere contro il Covid dopo il contagio avvenuto nell’autunno scorso. Una battaglia che entrambi hanno vinto. Domenica si sono incontrati per celebrare il trionfo della vita. Gli occhi pieni di lacrime, ma anche di gioia per l’emozione: è stato un incontro speciale quello tra Marina Di Carlo, avvocatessa montoriese di 43 anni e Bruno Casalena, tipografo in pensione di 67anni originario di Bellante, ma domiciliato a Piane di Collevecchio di Montorio, entrambi sopravvissuti al coronavirus.
Marina è stata in rianimazione intubata quasi per un mese, Bruno per 45 giorni con una degenza successiva di quattro mesi. Ricoverati nello stesso periodo e nello stesso reparto dove hanno lottato con tutte le forze contro il virus di cui portano addosso ancora i segni. Legati dallo stesso destino che li ha fatti incontrare grazie all’intermediazione di un’amica comune che in quei terribili giorni ha condiviso il dolore e l’angoscia dei familiari.
Seppur entrambi di Montorio, infatti, Marina e Bruno non si conoscevano prima dell’accaduto. «Siamo la vittoria della vita sul Covid, due sopravvissuti miracolati che ricominciano una nuova esistenza», ha detto Marina, «incontrarci è stata un’emozione indescrivibile». Dopo i saluti iniziali entrambi hanno raccontato la propria storia. «Appena l'ho vista mi sono commosso e non mi uscivano le parole», ha riferito Bruno, « il silenzio, all'inizio, ha parlato per noi ed è stato un momento unico. Abbiamo ripercorso ogni tappa della nostra disavventura, dal contagio al ricovero fino a quando ci siamo svegliati e ricordato i nostri stati d’animo come la paura di non rivedere più le nostre famiglie e l’emozione immensa di tornare alla vita. Siamo due dei tre sopravvissuti su circa venti pazienti ricoverati in rianimazione insieme a noi in quel periodo e quando ci ripenso, a volte mi sveglio in piena notte e piango».
Ma la tristezza ha lasciato il posto, poco dopo, ai progetti, il vaccino in primis che entrambi hanno già ricevuto. «Il ritorno a casa, riabbracciare e stare con i nostri cari, poter uscire e godere di una giornata di sole», ha aggiunto Marina, «tutto questo è meraviglioso, come lo è vivere».Bruno e Marina hanno immortalato l'incontro con una fotografia che hanno inviato ai medici e al personale della rianimazione. «Sono stati eccezionali, ci hanno salvato la vita, ci sono stati vicini in un momento dove sei solo e ti senti solo e non finiremo mai di ringraziarli», hanno concluso, «per noi è solo un arrivederci, sono ancora tante le cose che dobbiamo raccontarci e i progetti da pianificare».
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