Lanciotti, tre giorni di ricerche a vuoto

Impegnate anche unità cinofile, oltre a droni ed elicotteri, ma non è stata trovata traccia dell’escursionista sparito sabato
TERAMO . Restano senza esito le ricerche dell’escursionista disperso da sabato sul Gran Sasso. Anche nel terzo giorno di perlustrazioni aeree e via terra della zona intorno alla vetta orientale del Corno Grande i soccorritori non hanno trovato tracce di Giorgio Lanciotti. Le squadre di vigili del fuoco, soccorso alpino, guardia di finanza e carabinieri della stazione di Pietracamela sono tornate in quota dalle prime ore di ieri mattina nel tentativo di individuare il 35enne di Pineto sparito dopo aver raggiunto la cima del Gran Sasso da dove ha pubblicato un video su Instagram. Nell’intervento sono state impiegate anche unità cinofile, arrivate a supporto degli operatori sul terreno.
Come lunedì si sono alzati in volo gli elicotteri di vigili del fuoco e 118 e i droni che hanno monitorato dall’alto l’area a ridosso del ghiacciaio del Calderone. Le operazioni sono state coordinate anche ieri dal comando mobile avanzato allestito dai vigili del fuoco in un furgone posizionato sul piazzale dei Prati di Tivo. Da qui è partito, sabato mattina, Giorgio Lanciotti. La sua auto, una Porsche, è stata trovata nelle prime ore della mattinata di domenica, quando sono scattate le ricerche, nei pressi del campeggio, al lato della strada che porta a Cima Alta. L’escursionista da quella zona è salito alla Madonnina da dove ha raggiunto il rifugio Franchetti e successivamente la vetta del Corno Grande. Postato il video che lo ritrae davanti alla croce della cima, di lui non si è saputo più nulla. A lanciare l’allarme è stato il padre Gloriano Lanciotti, ex direttore provinciale della Cna, la confederazione degli artigiani, e componente della giunta della Camera di commercio, quando domenica mattina si è accorto che Giorgio non era rientrato nella sua abitazione. Per i familiari rimane l’attesa dolorosa del ritrovamento.
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