Lavori nel palazzo di giustizia, la Camera penale: no al trasloco

29 Maggio 2023

L’avvio è previsto nel luglio del 2024 e si sta cercando una sede provvisoria. L’avvocato Lettieri: «Grave pregiudizio per la funzionalità del tribunale, gli interventi si possono fare anche di notte»

TERAMO. Quella che inizialmente poteva sembrare solo una ipotesi ha preso forma e sostanza nelle indicazioni dei tecnici: dal luglio 2024 il tribunale deve essere provvisoriamente sgomberato per i lavori di ristrutturazione con fondi Pnrr e quindi, vista l’attualità, con scadenze obbligate. Una previsione che solleva proteste. A cominciare da quella della Camera penale “Giuseppe Lettieri” presieduta dall’avvocato Gennaro Lettieri .
«Il progetto di ristrutturazione del tribunale di Teramo appena annunziato, informalmente e quasi clandestinamente, dapprima dal Capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, e quindi da alcuni tecnici del Provveditorato alle Opere Pubbliche, in realtà costituisce nient’altro che un gravissimo pregiudizio per il nostro tribunale, per la sua funzionalità, per la giustizia e per l’intera città», dichiara Lettieri, «il progetto che dovrebbe asseritamente rientrare nel Pnnr (e conseguentemente richiede tempi rapidi per l’esecuzione) è allo stato assolutamente incerto ed indefinito. La progettazione provvisoria (ed ignota) ci impedisce di conoscere ed esprimere un giudizio di conformità ed idoneità sia alla dotazione organica del tribunale stesso sia agli spazi minimi di legge. Non si comprende peraltro perché la ristrutturazione non sarebbe compatibile con la presenza degli uffici e del personale, potendo i lavori (di mera ristrutturazione) essere eseguiti nel tardo pomeriggio e nel periodo notturno, in ogni caso piano per piano, evitando così ogni problema di sicurezza». Entrando nel merito precisa: «L’edificio attuale realizzato sulla base di un antico progetto (1954) del ministero e costruito addirittura sulla sponda del fiume (furono necessari 29 metri di fondazione) non ha alcuna possibilità di miglioramento architettonico o estetico ed ha solo esigenze di natura igienica (i bagni sono fatiscenti e pressoché inagibili, anche perché destinati al pubblico e agli avvocati) di una sostituzione egli infissi, degli ascensori e di una compiuta climatizzazione. Una tale ristrutturazione, cui si aggiungerebbe il rifacimento dell’edificio limitrofo del giudice di pace, richiede lavori compatibili con la permanenza del tribunale stesso nell’attuale edificio. Al contrario, ed è la circostanza più allarmante, il progetto prevede medio-tempore (anni) il “trasloco” dell’intero tribunale in un sito che dovrebbe essere individuato dai capi degli uffici locali e dal Comune. I tecnici del Provveditorato, intendendo soccorrerci in ogni modo, hanno previsto in prima battuta, consegnando alcuni disegni meramente illustrativi, una ipotesi che definire umoristica è un mero eufemismo: la realizzazione di un edificio prefabbricato in piazza Madonna delle Grazie, in dispregio assoluto del piccolo obelisco, della chiesa della Madonna delle Grazie e del meraviglioso chiostro. Effetti della urgenza di un Pnrr in via di dismissione. Caduta miseramente questa ipotesi, le controparti hanno precisato che il tribunale deve essere liberato da persone e cose entro il luglio 2024 e che il nuovo sito provvisorio deve essere rinvenuto e realizzato a cura del Comune». Così conclude il penalista: «L’intera vicenda è paradossale e dimostra come il Pnrr stia fallendo già nei suoi obiettivi minimi. Quando alla sede provvisoria, si parla di un trasferimento a Giulianova nella vecchia pretura, a Mosciano, a San Nicolò, a Bellante o non si sa dove. Sopprimere il palazzo di giustizia di Teramo, così come vorrebbe il ministero, è un delitto che dobbiamo prevenire e reprimere. La Camera Penale si appella al sindaco, all’amministrazione comunale, alle forze politiche, ove abbiano ancora coscienza del loro ruolo, al ministro Nordio, per impedire una ennesima ingiustizia ai danni di Teramo».
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