Lavori sul corso, va in consiglio la transazione da 305mila euro

Il sindaco: «A fronte di un contenzioso con un rischio molto alto è stata la scelta migliore» Sia la maggioranza che l’opposizione ora vogliono che si faccia chiarezza sulle responsabilità
TERAMO. Domani la transazione di 305mila euro sui lavori di corso San Giorgio approderà in consiglio, dove dovrà essere approvato l’impegno pluriennale di spesa. Un argomento che ieri è stato al centro della commissione urbanistica, presieduta dal consigliere comunale Francesca Di Timoteo e che ha visto la partecipazione anche della dirigente del settore legale, l’avvocato Cosima Cafforio, e che a breve arriverà anche sul tavolo della commissione di garanzia. Una richiesta, quella di portare la vicenda all’attenzione della commissione di garanzia, condivisa all’unanimità da maggioranza e opposizione con l’obiettivo di fare chiarezza sulle responsabilità, anche tecniche, dei ritardi nell’attuazione del progetto.
Ieri, intanto l’assessore ai lavori pubblici Stefania Di Padova ha ripercorso tutti i passaggi della vicenda, dall’avvio dei lavori alle perizie di variante fino al contenzioso con l’Ati, sottolineando come la transazione sia stata «sofferta ma doverosa», per far ripartire i lavori e restituire così ai cittadini un’opera importante. L’assessore, nel corso della sua relazione, ha spiegato anche come si è arrivati a riconoscere la cifra di 305 mila euro, al netto delle penali applicate per la ritardata consegna di alcuni materiali, rispetto alle riserve poste dall’Ati per oltre 3 milioni. Nello specifico, come sottolineato da Di Padova, sono state riconosciute all’Ati quelle somme relative a ritardi non imputabili alle imprese: il rinvenimento di alcuni reperti archeologici e in particolare della condotta romana su Corso San Giorgio e la sospensione del cantiere per alcuni lavori di messa in sicurezza post sisma e per indicazioni successive dell’amministrazione sulla pedonalizzazione dell’ultimo tratto di corso San Giorgio.
Nel corso della commissione non sono mancate le polemiche. E così se il consigliere comunale di minoranza di Fi Mario Cozzi ha criticato i tempi per raggiungere la transazione, sottolineando come «il fatto che sia trascorso un anno per arrivare all’accordo abbia sicuramente fatto lievitare i costi», il collega di Bella Teramo Giovanni Cavallari ha sottolineato come ad oggi l’amministrazione stia ancora «mettendo pezze a provvedimenti che partono da lontano senza portare un provvedimento che sia pienamente condivisibile». Per Cavallari «oggi dovremmo trovarci di fronte a delle soluzioni definitive, corrette, in conformità ai progetti approvati, il che ancora non capita». Soddisfazione è stata invece espressa dal sindaco Gianguido D’Alberto. «Non è l’optimum, ma la migliore soluzione possibile», ha detto, «a fronte della possibilità di perdere i finanziamenti e di un contenzioso ad altro rischio oltre che di un ulteriore stallo dei lavori». Il sindaco ha sottolineato anche come il provvedimento abbia avuto il parere favorevole di tutte le strutture preposte, dall’avvocatura ai revisori dei conti.
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