Le imprese teramane faticano a trovare figure specializzate

4 Marzo 2022

L’analisi realizzata da Confindustria e Adecco svela incertezze e difficoltà del sistema produttivo Nel dibattito con sindacati, università e Regione tutti d’accordo: «Ora bisogna fare squadra» 

TERAMO. Il futuro nel lavoro nella nostra provincia? Ingegneria, ricerca e sviluppo, analisi dati, software, ambiente ed energie rinnovabili: è emerso dall’indagine sul mercato del lavoro nel Teramano realizzata dal comitato piccola industria di Confindustria Teramo e Adecco Italia e presentato ieri nella sala polifunzionale della Provincia. Uno studio dettagliato che dà un quadro importante su atteggiamento ed esigenze delle aziende dopo i due anni di pandemia, e in un mercato reso sempre più complesso dall’aumento dei costi di energia e materie prime.
Dopo i saluti del vescovo Lorenzo Leuzzi, dell’assessore regionale al lavoro Pietro Quaresimale, del presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, del sindaco di Teramo e presidente Anci Abruzzo Gianguido D’Alberto, del presidente Piccola industria Confindustria Teramo Giammaria De Paulis e del regional advisor di Adecco Raffaella Febbo, i dati raccolti sono stati illustrati ad alcune classi dei licei “Milli” e “Delfico” ed è emersa la volontà di portarli in tutte le scuole per indirizzare i lavoratori di domani. Lo studio è, infatti, proteso a creare le basi per far entrare ragazzi già formati e qualificati nel mondo del lavoro e di riqualificare e ricollocare quelli che purtroppo ne sono usciti fuori.
101 le aziende del territorio intervistate. In generale si prevede un decremento nei prossimi dodici mesi nella variazione degli organici (-7,72%): la “maglia nera” è del settore metalmeccanico con il -35,08%, quasi stabile il manifatturiero (-2,18%), stabile l’alimentare (-0,43%), mentre c’è un’inversione di tendenza per i servizi dove si prevede un +15,72%. Le competenze richieste sono in primis la capacità di lavorare in squadra, la gestione e lo sviluppo delle risorse, la conoscenza delle lingue straniere. Le tipologie di profilo lavorativo più richieste dalle imprese sono quelle di personale specializzato in ingegneria, ricerca e sviluppo, analisi dati e sviluppo dei software; ma dall’indagine emerge che queste sono anche le tipologie con più difficoltà di reperimento, il che evidenzia un problema.
Nel dibattito seguito all’illustrazione dell’analisi, che ha coinvolto imprenditori, sindacalisti, università di Teramo e i due dirigenti regionali che si occupano di lavoro Renata Durante e Piero De Camillis, è emerso che in un momento storico epocale, con l’arrivo di grandi risorse dall’Europa, è necessario fare squadra tra tutti gli attori pubblici e privati con la destinazione dei fondi statali non solo agli ammortizzatori sociali come il reddito di cittadinanza, che ha generato meno volontà nel cercare un impiego e i cui percettori devono essere ricollocati, ma soprattutto all’imprenditoria e alla formazione. Un importante ruolo è attribuito da più parti alla specializzazione post diploma. I sindacati presenti – Cgil, Cisl, Uil e Ugl – hanno sottolineato l’importanza delle politiche attive del lavoro, dell’aiuto alle piccole realtà aziendali e della necessità della stimolazione nel Teramano del settore agro-alimentare. I dirigenti della Regione Abruzzo, infine, hanno illustrato i progetti avviati – incentivi alle assunzioni con gli oltre 20 milioni del progetto Garanzia lavoro, 4 milioni di euro per il rifinanziamento dell’area di crisi complessa, politiche attive per 35 milioni di euro – ma ammesso anche il rischio che, per le carenze di organico dell’ente, non si riesca a spendere tutti i soldi in arrivo.
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