Legalizzare la cannabis? Divisi i politici teramani

Più favorevoli nel centrosinistra che nel centrodestra con qualche eccezione Molto cauto Pepe (Pd) e decisamente contrario il consigliere Ncd D’Ignazio
TERAMO. Legalizzare o no la vendita della cannabis? Lo abbiamo chiesto ai politici teramani, alla luce della proposta di legge che si sta discutendo in questi giorni in Parlamento. Il documento ha già ricevuto il consenso di 218 parlamentari, ma cosa ne pensano alcuni fra i maggiori esponenti politici di Teramo e provincia, a cominciare dai parlamentari che la legge la devono votare? Dalle risposte ottenute si evince che la materia trattata è piuttosto spinosa ed insidiosa per gli interpellati, la maggior parte dei quali dichiara di voler approfondire meglio la questione, ma è possibile comunque delineare due fronti di favorevoli e contrari.
Fra i primi si pone il deputato del Pd Tommaso Ginoble, per il quale si può parlare della proposta perché «le condizioni, rispetto al passato, sono cambiate. La proposta di legge rappresenta una buona base di discussione. Le cose vanno dibattute e sono favorevole alla discussione, anche perché c’è bisogno di avere più elementi per avere coscienza del problema. Sono favorevole, il divieto senza discussione non serve a niente».
Vicino al gruppo dei favorevoli troviamo il parlamentare Giulio Sottanelli di Scelta civica, che fa sapere di volere esaminare con attenzione la proposta e di non essere contrario. «L’obiettivo che condivido è quello di combattere la criminalità e togliere al racket questa fonte di sussistenza, non è certo un elogio alla cultura dello sballo quello che si vuole fare, ma si vuole introdurre un modello di regolamentazione già applicato in altri paesi europei. Il Parlamento è forse più indietro rispetto alla società civile ed è quindi giusto aprire il dibattito e iniziare a ragionare seriamente». Chi non ha assunto ancora una posizione decisa sull’argomento è l’alltro parlamentare teramano Paolo Tancredi, deputato del Nuovo centro destra, il quale sostiene di non essere «pregiudizialmente contrario», alla proposta di legge, ma di voler prima approfondire il documento. «Sono contrario ad una legalizzazione tout court, ma voglio valutare per bene la proposta, anche perché in Italia non è possibile attuare una legalizzazione come quella in vigore in altri paesi», afferma Tancredi. Anche il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro manifesta la necessità di riflettere ed approfondire tale tematica, che secondo il primo cittadino viene discussa in ritardo. «Ma meglio tardi che mai», asserisce l’esponente del Pd. «La legislazione va rivista, perché le norme puniscono troppo severamente il consumo. Per la cannabis, e sottolineo solo per questo tipo di sostanza, la legge è troppo dura. Bisogna invece porre massima allerta al traffico, per sottrarre il consumatore dalle grinfie degli spacciatori».
Critico rispetto all’utilizzo delle droghe leggere e cauto circa la liberalizzazione della cannabis è l'assessore regionale alle politiche agricole Dino Pepe, anche lui delPd, che ritiene fondamentale un approccio alla problematica con «l’’apertura di tavoli di cofronto concreti e capaci di compendiare le diverse visioni che si hanno sul tema. Ogni proposta però deve avere come principio ispiratore l’attenzione verso le nuove generazioni, a prescindere dalla maggiore età, la loro tutela e la piena conoscenza degli effetti e delle conseguenze delle scelte che vengono fatte».
Nettamente contrari alla proposta di legge si dichiarano invece il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi (Forza Italia) e il consigliere regionale di Ncd Giorgio D’Ignazio. Per Brucchi con la legalizzazione non si risolverebbe il problema dello spaccio: «Non è così che si risolve il problema. Anzi lo spaccio potrebbe aumentare. Quale sarebbe il sistema di controllo? C'è il rischio che si degeneri, perché diventerebbe difficile attuare i controlli necessari». D'Ignazio, sottolineando come il campo sia molto difficile, si dice contrario alla luce della propria esperienza di assessore al sociale del Comune di Teramo: «Dalle testimonianze raccolte nelle comunità di recupero, ho capito che la liberalizzazione sarebbe dannosissima. Sono stati gli stessi ex tossicodipendenti a raccontarmi che la legalizzazione è da evitare. Perciò sono contrario alla proposta». Sandro Petrongolo
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