Liberati dal Gambia: «Presto sarò a casa, grazie a tutti»

5 Agosto 2015

TERAMO. «Presto sarò a casa. Grazie a tutte le persone che mi sono state vicino col cuore e con il pensiero vi voglio bene». Queste le prime parole di Massimo Liberati, motorista del peschereccio...

TERAMO. «Presto sarò a casa. Grazie a tutte le persone che mi sono state vicino col cuore e con il pensiero vi voglio bene». Queste le prime parole di Massimo Liberati, motorista del peschereccio oceanico Idra Q., dopo la conclusione dell’odissea giudiziaria in Gambia durata quasi sei mesi. Il marittimo di San Benedetto del Tronto, ultimo rimasto in Gambia dopo il sequestro della nave, dovrebbe partire questa sera per raggiungere Dakar, dove la società armatrice, la Italfish di Martinsicuro, ha un centro operativo, per poi imbarcarsi in aereo per l’Italia. Per la fine della settimana il marittimo dovrebbe riabbracciare moglie e figlio che non vede da dieci mesi, sei di soggiorno obbligato in Gambia e quattro di turno di pesca a bordo della motonave oceanica. Si avvia quindi a conclusione la vicenda iniziata con il sequestro del peschereccio d’altura da parte delle autorità gambiane che hanno contestato il possesso di reti da pesca non regolamentari. Dopo il dissequestro della nave e il rilascio del comandante Sandro De Simone di Silvi e del resto dell’equipaggio, è stato trattenuto in Gambia il solo Liberati, accusatodi non aver collaborato con le autorità locali e di oltraggio. Dopo una serie di udienze e di inspiegabili rinvii lunedì si è concluso il processo a suo carico con una condanna a sei mesi estinguibile con il pagamento di una grossa multa. «Ovviamente abbiamo deciso di pagare», hanno fatto sapere dalla società armatrice, perché non potevamo lasciarlo lì. In ogni caso questa vicenda è uno scandalo, siamo stati completamente abbandonati dalle istituzioni italiane. Per mesi abbiamo operato solo con i nostri addetti sul posto, con i nostri legali e con i nostri traduttori». (s.d.s.)

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