Licenza tolta a chi non paga le tasse Confesercenti: «Serve il confronto»

Commercio, la proposta dell’amministrazione giuliese è all’esame della commissione bilancio L’assessore Verdecchia: prima di procedere daremo la possibilità di regolarizzarsi anche a rate
GIULIANOVA. È arrivata in commissione bilancio la proposta di un nuovo regolamento tributario che prevede, da parte del Comune, la revoca delle licenze commerciali a chi non è in regola col pagamento delle tasse all’ente.
L’associazione Confesercenti-Assoturismo insorge, ma l’assessore al bilancio Katia Verdecchia così spiega il piano: «Abbiamo scelto di portare in commissione la modifica del regolamento riguardante l’evasione fiscale dei tributi locali con lo scopo di intraprendere una discussione fra maggioranza ed opposizione e abbiamo avviato un percorso di collaborazione per esaminare un argomento così delicato prima di formalizzarlo. Trovandoci di fronte a soggetti inadempienti il Comune avvierà un procedimento che permetterà alla ditta di regolarizzare i pagamenti tramite un piano di rateizzazione, fino a 72 rate, come prevede la Finanziaria stessa, pena il ritiro delle licenze. L’evasione tributaria è una nota dolente per tutti i Comuni che impatta sulle casse comunali: se non incassano non possono spendere e questo è uno degli strumenti che il governo ha offerto ai Comuni per combatterla». Mai commercianti annunciano battaglia sul piano del Comune.
Gianluca Grimi, presidente di Confesercenti-Assoturismo, dichiara: «Siamo d’accordo sul fatto che il regolamento tributario vada sostituito, perché quello in vigore è ormai obsoleto, non aderente alla realtà; bene anche l’allineamento dei termini di pagamento sino a 72 rate, ma mi sarei augurato una interlocuzione fra Comune ed associazioni di categoria su un tema così delicato. Cosa che avviene, con consuetudine, in tutti i grandi comuni». Il presidente di Assoturismo definisce quella dell’amministrazione comunale una volontà «coercitiva e fuori luogo, nel periodo più sbagliato, quello dell'emergenza Covid che stiamo vivendo». «La proposta dell’amministrazione comunale era quella di dare agli uffici la possibilità di revocare o non concedere licenze sulla base di un debito esistente e pregresso di soli 1000 euro», spiega Grimi, «per noi si tratta di una somma troppo bassa e palesemente coercitiva. Non è questo il modo giusto per aiutare l’economia produttiva della città, quale imprenditore si sentirebbe tutelato da una regola simile?». Secondo Confcommercio-Assoturismo occorrerebbe uno stop delle norme incriminate ed una interlocuzione con le associazioni provinciali di categoria. «Bisogna cambiare il paradigma subito», conclude Grimi, «i tempi per farlo ci sono e le associazioni di categoria, se coinvolte, possono dare un contribuito decisivo in questo momento così grave».
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