Liliana si sente male, il 118 la porta a braccia per 4 piani

TERAMO. Tonino Serafini ha dovuto interrompere ieri lo sciopero della fame iniziato una settimana fa per l’ascensore non ancora entrato in funzione – manca un collaudo – nella palazzina Ater di...
TERAMO. Tonino Serafini ha dovuto interrompere ieri lo sciopero della fame iniziato una settimana fa per l’ascensore non ancora entrato in funzione – manca un collaudo – nella palazzina Ater di Colleatterrato Basso dove l’uomo vive con la moglie Liliana Paolizzi, malata di Sla e impossibilitata ad uscire di casa (vive al quarto piano). La donna, dopo un improvviso malore avuto ieri mattina, è stata ricoverata all’ospedale di Teramo. Per raggiungere l’ambulanza in attesa sotto l’abitazione, il personale sanitario del 118 intervenuto sul posto ha dovuto trasportare la signora, con l’ausilio di un telo, attraverso le scale che dal quarto piano conducono all’esterno. «Sono servite tre o quattro persone per portarla giù, dentro un telo con il respiratore, per tutti e 72 gli scalini. Abbiamo dovuto aiutarli anche noi. Si tratta di gente giovane e preparata, che si è meravigliata quando ha visto che l’ascensore c’è, è nuovo ma non funziona», racconta Serafini, esasperato e allo stremo delle forze dopo sette giorni di digiuno. Un digiuno che ha interrotto solo per poter seguire il ricovero della moglie, «Se avesse funzionato, l’avrebbero messa su una sedia a rotelle, trasportata dentro l’ascensore fin sotto al garage e da lì l’avrebbero portata sull’ambulanza e poi in ospedale. È una vergogna, nient’altro che una vergogna, fino alla fine».(c.d.g.)
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