Lo soccorrono per un incidente e gli trovano una pistola carica

3 Aprile 2015

Un quarantenne albanese residente a Sant’Egidio è ora piantonato dai carabinieri in ospedale Nella sua abitazione i militari hanno scoperto anche un fucile a canne mozze e relative munizioni

SANT’EGIDIO. Gira armato e finisce da solo con lo scooter contro un albero lungo la strada provinciale che collega Civitella del Tronto con Sant’Egidio alla Vibrata, ferendosi gravemente alla testa. Soccorso dal 118, i medici scoprono che ha indosso una pistola carica e chiamano i carabinieri che lo dichiarano in stato di arresto ed ora, viste le condizioni di salute non proprio preoccupanti, lo piantonano in ospedale a Teramo.

E’ accaduto mercoledì poco prima delle 23. Le pattuglie di Sant’Egidio alla Vibrata e di Colonnella (assegnate dalla compagnia di Alba Adriatica per il controllo del territorio) avevano raggiunto il luogo dell’incidente scoprendo che Viktor Sharka, 40 anni, di origine albanese ma residente a Sant’Egidio alla Vibrata, nascondeva un’arma sotto i vestiti. La pistola, una 7,65 senza marca (presumibilmente importata) nel cui caricatore sono stati trovati sette colpi, è spuntata fuori quando i soccorritori del 118 hanno spogliato l’uomo per prestargli il primo soccorso. Oltre alla pistola, nel giubbotto sono state trovate altre sette munizioni per la stessa arma. A quel punto, visti anche i precedenti dell’uomo (che ha una denuncia per maltrattamenti in famiglia, ragion per cui la moglie si trova lontana dalla residenza del marito albanese dopo essere stata minacciata di morte) i carabinieri hanno esteso la perquisizione in casa sua, in contrada Faraone.

Ancora cosciente (nonostante gli sia stata riscontrata una commozione cerebrale ed alcune ferite), quando i carabinieri gli hanno chiesto le chiavi di casa, lui ha dato risposte evasive fino a dire di non averle con sé. Ma i militari del luogotenente Mario De Nicola e coordinati dal capitano Raffaele Iacuzio, hanno voluto andare fino in fondo e si sono diretti lo stesso a casa di Sharka. C’è voluto l’intervento dei vigili del fuoco per sfondare il portone. Dalla perquisizione è emerso che l’uomo, disoccupato, era in possesso anche di un fucile a canne mozze calibro 12 oltre a trenta cartucce a pallini. Anche il fucile trovato in casa era senza marca. A quel punto è scattato l’arresto per porto abusivo di armi e detenzione di arma abusiva. Le armi sono state sequestrate.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Andrea De Feis, mirano a capire perché il 40enne albanese avesse armi e munizioni con sé, dove stesse recandosi quando ha avuto l’incidente e la provenienza delle armi. L’albanese viene tenuto sotto osservazione all’ospedale Mazzini di Teramo, sorvegliato dai carabinieri della compagnia di Alba Adriatica. E’ in grado di muoversi e di parlare. Dovrà fornire diverse spiegazioni in merito a quelle armi al magistrato.

Alex De Palo

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