Lolli: ai 37 milioni stanziati aggiungiamo fondi europei

Il vicepresidente della Regione: sarà un bellissimo inizio del rilancio della vallata Confindustria: patto con i sindacati. Di Sabatino: se serve troveremo altri soldi
TERAMO. «I fondi disponibili con l’area di crisi complessa saranno un bellissimo avvio del rilancio della Val Vibrata e non solo. Un’area che ha risposto benissimo alla “call” presentando molte manifestazioni di interesse, in proporzione più delle Marche». A parlare è il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, nonchè assessore alle attività produttive. Colui che sin da subito ha creduto alla possibilità di creare la prima area complessa interregionale in Italia.
Lolli sottolinea che la cifra non è da poco: 30 milioni a cui si aggiungono i 7 messi a disposizione dalla Regione. «E non saranno solo questi», aggiunge, «Ci aggiungeremo i soldi del Fse (cioè il fondo strutturale europeo, ndr): una parte dei bandi la riserveremo all'area di crisi complessa». Il vicepresidente peraltro sottolinea che connessi all’area di crisi complessa ci sono i contratti di sviluppo, per progetti il cui importo è superiore a 20 milioni di euro. Ce ne sono due già in fase avanzata, relativi a un’industria meccanica e a una alimentare, a cui se ne aggiungono altri due nel settore turistico per cui l’istruttoria ancora dev’essere ultimata. In questo caso la Regione darà un cofinanziamento, così il ministero. «Appena pronti i progetti andremo a Roma per ottenere i finanziamenti», precisa Lolli.
Che il finanziamento con 37 milioni dell’area di crisi complessa Vibrata-Tronto possa rappresentare un’occasione per dare finalmente ossigeno al sistema produttivo della Val Vibrata, e non solo, è ben chiaro a tutti. Ma è altrettanto chiaro che la ripartenza non è automatica nè scontata.
«Speriamo che i 750 progetti preannuciati con le manifestazioni di interesse si concretizzino», osserva Nicola Di Giovannantonio, direttore di Confindustria Teramo, «sarebbe un grosso sospiro di sollievo per la provincia di Teramo. Si parla di recuperare più di tremila posti di lavoro. Ma per agevolare la ripresa bisognerebbe fare una sorta di “patto per lo sviluppo”, come quello che venne fatto anni fa all'epoca della presidenza della Provincia di Claudio Ruffini: si coinvolsero associazioni datoriali, sindacati e Provincia in occasione dell’arrivo dei fondi del patto territoriale. I finanziamenti sono importanti, così come l'arrivo di nuove imprese, ma è altrettanto importante coinvolgere i sindacati per avere con loro una condivisione di questi progetti e una sorta di pace sociale».
Anche il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino adesso guarda al futuro di quell’area con maggiore fiducia. Anche lui rimarca il gran numero di manifestazioni di interesse (750) a investire con l’area di crisi complessa: «le imprese sanno che cosa sta succedendo e c'è la volontà di investire. Ora proprio queste determineranno la struttura del piano e quindi anche dei bandi. E’ auspicabile che viaggino insieme sia fondi della legge 181 (con cui è stata finanziata l’area di crisi complessa, ndr) che quelli regionali dell’Fse in tempi veloci per dare risposte efficaci. Io sono convinto che se le richieste supereranno il plafond attualmente a disposizione dei bandi si troveranno i fondi aggiuntivi: sarà compito di noi amministratori rimpinguarlo». Di Sabatino, che si dice «assolutamente soddisfatto», ma spera anche che la suddivisione dei 30 milioni sia equa fra Vibrata e Tronto. Cioè 15 alla parte teramana e 15 all’ascolana. Perchè, ricorda, i comuni vibratiani inclusi nell’area sono 13, 40 quelli marchigiani. «Questi investimenti dovranno portare sicuramente innovazione al territorio e dovranno ricreare occupazione», conclude il presidente della Provincia, «tra l'altro speriamo che venga recepita una delle indicazioni che avevo dato: nei punteggi dei bandi l'assunzione sia riservata prevalentemente a chi ha perso lavoro in questi anni in quelle zone». (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

