Lolli visita la Caart, che esporta articoli religiosi in tutto il mondo

14 Maggio 2016

ISOLA DEL GRAN SASSO. «Sono qui per lodare quest’azienda, una realtà importante del territorio abruzzese, che riesce, grazie alla genialità e all’impegno della famiglia di imprenditori che l’ha...

ISOLA DEL GRAN SASSO. «Sono qui per lodare quest’azienda, una realtà importante del territorio abruzzese, che riesce, grazie alla genialità e all’impegno della famiglia di imprenditori che l’ha creata, a esportare nel mondo i prodotti che hanno il segno distintivo del made in Italy, e a crescere sempre di più», Queste le parole di Giovanni Lolli, vicepresidente della giunta regionale con delega alle attività produttive, durante la visita ieri insieme al sindaco di Isola del Gran Sasso Roberto Di Marco e all’assessore alla cultura Amelide Francia alla Caart, l’azienda artigiana di articoli religiosi che esporta i suoi prodotti nei cinque continenti. È lunga e importante la storia nel panorama economico abruzzese e internazionale per quest’azienda che si appresta a effettuare nuovi investimenti in macchinari innovativi e nella costruzione di un nuovo capannone e che da qualche anno, oltre ai prodotti sacri, produce cassette in legno per bottiglie di vino. Una storia singolare quella della Caart, partita 66 anni fa dalla bancarella di articoli sacri nel piazzale di San Gabriele dei coniugi Massimo Lucci e Palmina Galli che decidono di avviare quest’azienda che oggi, attraversando tre generazioni, viene gestita dai figli Giancarlo, Romeo e Ignazio e dai nipoti e conta due sedi aziendali a Isola e Colledara, cinquanta dipendenti e la produzione in tutte le fasi di migliaia di articoli.

«La Caart è l’esempio di come nella nostra Regione si possono fare grandi cose», ha aggiunto Lolli, «grazie alla creatività, allo spirito imprenditoriale, alla tenacia e mantenendo saldo il legame con le nostre radici». Ed è proprio il legame con le radici che spinge i fratelli Lucci, come spiega Romeo, «a portare con orgoglio l’azienda sempre più in alto mantenendo la tradizione dei nostri genitori e grazie all’amore per il nostro lavoro. Noi non ci fermiamo mai e vogliamo creare nuova occupazione con la produzione delle cassette per i vini che per noi è un settore nuovo, ma che ci sta dando grosse soddisfazioni».

Adele Di Feliciantonio

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