Maestro di musica arrestato: le ragazzine verranno ascoltate

La Procura chiederà un incidente probatorio per cristallizzare le accuse delle allieve molestate Le indagini continuano per accertare l’eventuale coinvolgimento anche di altre minorenni
TERAMO. La richiesta non c’è ancora, ma è ipotizzabile che ci sarà già nei prossimi giorni: un incidente probatorio per cristallizzare i racconti delle ragazzine. È un altro passaggio giuridico a scandire l’inchiesta della Procura teramana (pm titolare del fascicolo Francesca Zani, ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Roberto Veneziano) ) che ha portato all’arresto del 62enne maestro di musica accusato di aver molestato sessualmente le allieve a cui dava lezioni in un locale privato.
Un passaggio quello dell’incidente probatorio, obbligato dalla Carta di Noto che, in materia di abusi sessuali sui minori, costituisce ormai un riferimento costante per giurisprudenza, letteratura e dottrina. Un’ audizione protetta, alla presenza di particolari figure di psicologi, per salvaguardare la tutela del minore e per evitare ripetizioni traumatiche per il minore durante un dibattimento processuale.
Il 62enne, accusato di violenza sessuale, nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto davanti al giudice si è avvalso della facoltà di non rispondere (è assistito dagli avvocati Tommaso Navarra e Luca Di Edoardo). Nella sua abitazione sono stati sequestrati dei computer su cui sono in corso accertamenti tecnici per verificare la presenza di eventuale materiale pedopornografico che, laddove fosse accertato, farebbe scattare la competenza della Procura distrettuale. Per ora, su questo fronte, nulla è emerso e sono ancora in corso gli accertamenti tecnici irripetibili. L’inchiesta della Procura teramana è scattata nel marzo dell’anno scorso grazie al coraggio di un papà e di una mamma che hanno intuito qualcosa di diverso nell’atteggiamento della loro figlioletta. La ragazzina ha raccontato quei comportamenti particolari dell’insegnante. Un uomo conosciutissimo in paese che da anni insegna musica in un locale privato. «Una persona di cui tutti si fidavano» racconteranno i genitori agli investigatori. A raccogliere la denuncia i poliziotti della squadra mobile con il dirigente Roberta Cicchetti che nel corso delle indagini si sono avvalsi anche di video riprese.(d.p.)
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