Mai firmato l’impegno di spesa per il via all’opera salva-spiaggia

22 Febbraio 2022

L’inspiegabile assenza del documento ritarda la partenza dei lavori a tre mesi dall’aggiudicazione Gli operatori: «Ritardo intollerabile». Il consigliere Di Matteo: «Servono procedure straordinarie»

ALBA ADRIATICA. La burocrazia “uccide” la spiaggia di alimentazione. Nonostante la politica regionale abbia detto sì al progetto e il bando sia stato pubblicato, con tanto di aggiudicazione dei lavori, ora si scopre che mancherebbe l’impegno di spesa della ragioneria regionale nei confronti delle Opere marittime. I fondi sono certi, va chiarito subito, e ci sono. Non si comprende, tuttavia, perché questa firma – decisiva per impiegarli – non arrivi. Di sicuro questo intoppo burocratico sta ritardando l’apertura del cantiere ad Alba e rischia di pregiudicare la stagione lavorativa del comparto turistico un’altra estate ancora. Vista anche la sentenza del Consiglio di Stato che pone fine all’attuale situazione delle concessioni a fine 2023, prevedendo poi la gara per le concessioni demaniali, ben si comprende come gli operatori turistici siano infuriati. Iwan Lazzarini, a nome degli operatori della costa nord di Alba Adriatica e in qualità di vice coordinatore del comitato anti-erosione, striglia la Regione: «Non è tollerabile questo ritardo, si gioca sulla pelle di noi operatori già provati e danneggiati da anni di mareggiate e riduzione di spazi. Si proceda velocemente con i lavori».
Era novembre quando venne aggiudicato il maxi appalto da due milioni di euro a un’impresa spagnola ma, ad oggi, tutto è fermo a quella determina dirigenziale. Così, mentre buona parte della costa abruzzese ha visto l’apertura dei cantieri per le opere di protezione della costa, Alba Adriatica resta cenerentola. Per di più, non si è ancora capito se stia partendo il piano di spostamento delle vongole dall’area di prelievo dei sedimenti antistante il litorale di Martinsicuro, le cui sabbie risultano compatibili anche con l’arenile di Alba.
«Sull’erosione da tempo ci metto la faccia», dice il consigliere regionale della Lega Emiliano Di Matteo, «e sto spingendo in Regione affinchè si adottino anche procedure di carattere straordinario. Il piano di alimentazione è utile anche se si tratta di una soluzione tampone e mi auguro che parta presto. La cosa preoccupante è il ritardo degli uffici. Abbiamo un piano complessivo di difesa della costa da Martinsicuro a San Salvo per il quale, fra Pnrr e Fsc, i fondi non sarebbero un problema: sto però spingendo perché vengano attribuiti alla Regione Abruzzo poteri straordinari perché la situazione erosione va considerata un’emergenza».
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