Manutenzioni, l’idea di Corona «Evitiamo appalti agli esterni»

Il consigliere di centrodestra: potenziamo il servizio interno con dei part-time o utilizzando i rifugiati per abbattere i costi. E sugli asfalti dice: mancano i controlli, le ditte devono rifare i manti difettosi
TERAMO. L’opposizione in consiglio comunale, finora silente, batte un colpo e lo fa con Luca Corona, consigliere riconfermato di centrodestra, che prende spunto dalle dichiarazioni del neo assessore alle manutenzioni Valdo Di Bonaventura per dare suggerimenti alla nuova amministrazione su un tema – le manutenzioni, appunto – diventato delicatissimo negli ultimi anni.
Corona premette: «La situazione che è stata lasciata soprattutto dal commissario (che ha pensato a far scendere l’anticipazione di cassa non garantendo i servizi, è facile così...) è molto delicata. Prendiamo atto che non ci troviamo nella normalità e nella routine ma in una situazione di emergenza, soprattutto per il taglio dell'erba. Io», continua Corona, «consiglierei a Di Bonaventura di partire dalle frazioni, le parti del territorio più svantaggiate, per poi arrivare nei quartieri più popolosi. Ma, soprattutto, la direzione che l'assessore dovrebbe prendere non è quella di affidare appalti a ditte esterne, come ha cominciato a fare, ma quella di razionalizzare il servizio, magari aggiungendo al personale interno dei part-time e facendo convenzioni con le coop che gestiscono i rifugiati (Torricella e Roseto fanno già questo da tempo). In questo modo si abbassano i costi e non si spende per le ditte esterne. Certo, sull'urgente un appalto ci sta, ma sul lungo periodo sono meglio soluzioni diverse. L'ultimo assessore alle manutenzioni Roberto Canzio aveva visto lungo comprando il trattorino e razionalizzando il servizio sul parco fluviale con i dipendenti comunali. Il taglio, prima pagato agli esterni, così si fa a costo zero se non la manutenzione del mezzo e la benzina».
Corona dice la sua anche sulla disastrosa situazione degli asfalti. «Per gli asfalti bisogna fare un piano, ma il Comune già ce l'ha. Io dico: rifacciamo i manti dove effettivamente serve, a Villa Pavone l'ultimo asfalto è stato fatto nel 1990 e in altre località come Cavuccio negli anni 80. Invece in città ci sono strade che sono state rifatte più volte negli ultimi 15 anni, evidentemente male. Il problema è che mancano i controlli. Se l'asfalto si deteriora di nuovo, la ditta deve intervenire ancora a costo zero. Le ditte devono garantire un minimo di due-tre anni nella tenuta dei manti». Corona conclude parlando degli interventi-tampone sulle buche: «Mettere le pezze di asfalto a freddo è solo uno sperpero di soldi e una presa in giro, alla prima pioggia se ne va. Bisogna trovare soluzioni più definitive. Ci sono Comuni che attuano una procedura diversa rompendo la buca e mettendo un'altra tipologia di materiale. Prendiamo esempio».(d.v.)
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