Mercato coperto, lavori avviati: fase di demolizione a buon punto

10 Marzo 2024

Sopralluogo del sindaco, che invita l’opposizione a collaborare: «Ora i cantieri cominciano a esserci, basta con le contrapposizioni e decidiamo insieme quale sarà la destinazione dei nuovi spazi»

TERAMO. I tanto attesi cantieri pubblici destinati a rilanciare il centro di Teramo cominciano a essere realtà: è effettivamente partito da alcuni giorni il primo, quello del mercato coperto di piazza Verdi. Il sindaco Gianguido D’Alberto ieri pomeriggio lo ha visitato insieme al Rup (responsabile unico del procedimento) dell’opera, Alessandra Di Giuseppe Cafà, e dopo il sopralluogo ha detto: «Il lavoro ha preso un’accelerazione importante, la ditta lavora anche di sabato. La fase di demolizione è a buon punto». Non si tratta di una demolizione integrale, come chiarisce Di Giuseppe Cafà: «La struttura portante rimane in piedi, con adeguamenti su pilastri e solai. Va via solo il solaio dell’ultimo piano perché al posto della cupola ci sarà un ristorante con roof garden. Le tramezzature interne saranno tutte demolite. A fine demolizione, la settimana prossima, inizierà lo scavo in fondazione per realizzare la platea di collegamento tra i pilastri, e in questa fase nel cantiere ci sarà l’assistenza archeologica».
Il sindaco tiene a chiarire qual è il cronoprogramma, «molto ambizioso», dice, «perché sono 720 giorni, due anni. L’intervento è ancorato alle scadenze del Pnrr, tra l’altro abbiamo avuto incremento del finanziamento iniziale passato da 6 a circa 9 milioni di euro. Quello che ho detto nel corso dell’ultimo consiglio comunale, e che vale anche per gli altri contenitori da riqualificare, è: usciamo dallo schema della contrapposizione, ora i cantieri stanno partendo e questo, al di là della parte politica, è un risultato storico per la città. Sul mercato coperto faccio notare che il finanziamento è stato ottenuto nel 2022, il contratto firmato nel maggio 2023, ora è in corso la demolizione: con i tempi delle opere pubbliche in Italia, se non è un miracolo poco ci manca. Ora su quest’opera entriamo in una fase diversa: bisogna decidere come utilizzare gli spazi. Naturalmente noi abbiamo dato un’impronta nel progetto ma tanti aspetti si possono e si devono ancora decidere. Per me quella sarà un’infrastruttura culturale, enogastronomica e produttiva sullo schema dei mercati spagnoli. Sarà fondamentale per il rilancio a 360 gradi della città e per Teramo città universitaria, andrà a dialogare con l’ex manicomio. Se dalla minoranza arrivano idee, ben vengano: in consiglio se ne parlerà con la massima apertura».
D’Alberto, infine, giudica «comprensibilissimi» i malumori del quartiere per la perdita di parcheggi e le limitazioni alla viabilità legate ai lavori e s’impegna: «Adesso cerchiamo di chiudere i lavori in via Sant’Antonio per eliminare almeno un cantiere, ma dalla sfiducia che l’assenza di cantieri alimentava dobbiamo passare alla fiducia, perché ora i cantieri ci sono».
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