Mercato del pesce, è crisi: «Gli acquisti in netto calo»

18 Gennaio 2023

Crollano i prezzi del prodotto locale, le razze in vendita a 50 centesimi al chilo I sindacalisti: «Le uscite delle barche vanno scaglionate per contenere le spese»

GIULIANOVA. Tempi duri per il settore della pesca. Dopo la tagliola del caro gasolio, che l’anno scorso ha messo letteralmente in ginocchio i pescatori giuliesi, ora è il carovita a incidere e a condizionare sempre più l’acquisto del pesce fresco locale, inducendo le famiglie a sopperire con il prodotto importato e decongelato, più a buon mercato: di conseguenza, a risentire è anche tutto l’indotto, come i mercati ittici e la ristorazione. Il rappresentante regionale della Uila Pesca Flaviano Di Giosafat fotografa così il momento del settore ittico e della marineria giuliese.
«La situazione è davvero molto seria», afferma il rappresentante del sindacato dei pescatori, il pesce in questo periodo va poco e le spese sono tante: non lasciamoci solamente influenzare dalle vendite del pescato di prima qualità, come scampi, scamponi e mazzancolle, che sono il prodotto più richiesto, a discapito del pesce azzurro o del prodotto tipico del medio Adriatico. Le razze, ad esempio, sono scese a 50 centesimi al chilo». Secondo Di Giosafat, per arginare il problema occorrerebbe attuare un cambio di metodo da parte dei pescatori con la riduzione dello «sforzo di pesca», e quindi organizzando le giornate di uscita in mare a scaglioni, sulla falsariga dei colleghi marchigiani, che già da tempo hanno sposato questo nuovo assetto. Per Giulianova però, la situazione è più delicata, poiché molti armatori sono anche titolari di pescherie e quindi hanno interesse a rifornire i banchi delle loro attività col pescato fresco quotidiano. «A prescindere dall'importazione estera, il settore ittico, di questo passo, andrà a finire se non ci si organizza meglio», puntualizza Di Giosafat, «con la tassazione così alta e con i prezzi elevati della nafta, non è semplice andare avanti in questo modo per i nostri marittimi: nessuno vuole fare più questo lavoro, che, oltre ad essere usurante è diventato anche poco redditizio». Sulla stessa lunghezza d’onda viaggia anche il rappresentante regionale di Federpesca Vincenzo Staffilano, sostenitore anche lui di un cambio di mentalità, focalizzando soprattutto l’attenzione sulla promozione del prodotto locale. Staffilano annuncia anche novità per i marittimi sotto il profilo fiscale. «Recentemente è stata approvata la legge di bilancio 2023 con importanti provvedimenti per il nostro settore», dichiara il coordinatore regionale di Federpesca, «tra i più significativi troviamo l’approvazione della proroga per utilizzare il credito d’imposta al 20% per i carburanti, valido anche nel primo trimestre di quest’anno, l'istituzione di un fondo per la sovranità alimentare, con una dotazione di 25 milioni di euro fino al 2026, e una particolare attenzione viene riservata nei confronti delle imprese e delle famiglie colpite da calamità naturali, che potranno ricevere aiuti grazie a un incremento dei finanziamenti pari a 4 milioni di euro fino al 2025».
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