Messa in sicurezza, sì alla nomina di un commissario straordinario

4 Maggio 2019

Strada dei Parchi attende atti formali e conferma la chiusura del traforo a partire dal 19 maggio D’Alberto: «Ora serve un intervento legislativo che stanzi le risorse per realizzare gli interventi»

TERA MO. A distanza di sedici anni la messa in sicurezza del sistema Gran Sasso viene di nuovo affidata nelle mani di un commissario nominato dal governo. Ad annunciarlo, nello stesso giorno in cui l’assemblea dei sindaci teramani approva all’unanimità il documento votato dal consiglio provinciale in cui si chiede allo Stato di finanziare integralmente gli interventi, è una nota del ministero delle Infrastrutture. «D'intesa con Palazzo Chigi, il Mit valuta positivamente l'ipotesi di dare una risposta circa il tema del rischio idrogeologico del Gran Sasso attraverso il decreto sblocca-cantieri», si legge. «Sarà dunque presentato, di concerto anche con il Mef, un emendamento in sede di conversione del provvedimento, con il quale sarà nominato un commissario straordinario per far fronte, in particolare, alla progettazione e realizzazione degli interventi per la messa in sicurezza del sistema idrico». Sull’annunciata nomina del commissario, chiesta dalla Regione solo qualche giorno fa, Strada dei Parchi al momento resta in silenzio limitandosi, in attesa di comunicazioni ufficiali, a ribadire come resti valida la chiusura del traforo a partire dal 19 maggio.
CHIESTO UN DECRETO LEGGE. Se la chiusura del traforo non viene contemplata dai sindaci, che sono pronti in caso contrario ad una mobilitazione, il commissariamento non viene certo considerato come la soluzione al problema. «Il problema di fondo è trovare le risorse per realizzare gli interventi di messa in sicurezza», ha detto il primo cittadino Gianguido D’Alberto nel corso dell’assemblea dei sindaci che si è svolta ieri mattina in Provincia, «e per farlo è necessario un decreto legge. Partiamo da lì, da un provvedimento legislativo. Stanziamo le risorse, stabiliamo le funzioni del commissario, chi deve essere il soggetto attuatore degli interventi. E mettiamo in campo una cabina di regia istituzionale, in assetto partecipativo, che controlli come vengono spese le risorse» .
AUTOSTRADE A GESTIONE PUBBLICA. Nel corso dell’assemblea dei sindaci, alla quale hanno partecipato anche il vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente, il sottosegretario Umberto D’Anntuntiis, i parlamentari dei Movimento 5 Stelle Antonio Zennaro e Fabio Berardini e del Pd Stefania Pezzopane, i consiglieri regionali Marco Cipolletti, Dino Pepe, Sandro Mariani, Pietro Quaresimale, Emiliano Di Matteo, il presidente del Parco Gran Sasso-Laga Tommaso Navarra, i delegati delle prefetture di Teramo e L’Aquila Giovanni Todini e Roberta Di Silvestro, i rappresentanti delle associazioni ambientaliste Augusto de Sanctis e Massimo Fraticelli, il segretario della Cgil Giovanni Di Timoteo e quello della Cisl Fabio Benintendi, grande spazio è stato dato alla discussione sull’annunciata chiusura del traforo. E così se i sindaci hanno annunciato le barricate, ricordando come la società gestisca un’infrastruttura pubblica, il parlamentare dei Cinque Stelle Zennaro ha sottolineato come il tema da affrontare sia quello della concessione autostradale. «Dobbiamo chiederci, a tutti i livelli, se il modello di gestione di Strada dei Parchi è ancora sostenibile», ha detto Zennaro, «e interrogarci sull’eventuale nazionalizzazione o su una gestione regionale dell’autostrada».
IL DOCUMENTO APPROVATO. Al termine dell’assemblea i sindaci teramani hanno approvato all’unanimità l’ordine del giorno varato dalla Provincia, in cui si chiede tra le altre cose anche l’allontanamento delle sostanze pericolose dai laboratori del Gran Sasso.
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