Minaccia magistrati e avvocato Udienza blindata in tribunale

27 Settembre 2017

TERAMO. Nei giorni dei giudici accoltellati al tribunale civile di Perugiia è evidente che il tema sicurezza nei palazzi di giustizia, dal caso di Milano in poi, continua a tenere banco. Ed è...

TERAMO. Nei giorni dei giudici accoltellati al tribunale civile di Perugiia è evidente che il tema sicurezza nei palazzi di giustizia, dal caso di Milano in poi, continua a tenere banco. Ed è sicuramente questo il contesto in cui ieri un tribunale letteralmente blindato dalle forze dell’ordine ha fatto da sfondo al processo a carico di un uomo accusato di diffamazione nei confronti di un avvocato di ufficio che lo aveva difeso in un precedente procedimento penale. Prima dell'ultima udienza, appunto quella di ieri, l’uomo in alcune missive indirizzate a carabinieri ed altre forze dell'ordine in cui perorava la sua causa, aveva usato toni ritenuti minacciosi nei confronti di giudice, pm ed avvocato. E così ieri l'ultima udienza del processo si è svolta con una decina tra carabinieri e poliziotti fuori dall'aula e all'ingresso del palazzo di giustizia teramana. Udienza al termine dalla quale il teramano di 55 anni è stato condannato a due mesi (pena sospesa) dal giudice Enrico Pompei. La vicenda che aveva visto l'uomo finire in tribunale con una citazione diretta firmata dal pm Luca Sciarretta era iniziata quando l'avvocato d'ufficio che lo aveva rappresentato in un altro processo gli aveva chiesto il pagamento della parcella. L'uomo, che ha sostenuto di non potersi permettere di pagare e ritenendo eccessiva la somma rispetto alle prestazioni legali rese, si era rifiutato di farlo e quando l'avvocato aveva iniziato le pratiche per recuperare la somma. Il 55enne aveva scritto diverse missive indirizzate a carabinieri, ordine degli avvocati e persino al presidente della Repubblica in cui avrebbe utilizzato frasi ritenute offensive nei confronti del legale.(d.p.)
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