Montorio, la ricostruzione corre: pronti 391 progetti per 57 milioni

Concluso l’esame del 77,8% delle pratiche presentate per la riparazione dei danni in edifici privati Altitonante: «Primi nel cratere abruzzese, entro due anni la maggior parte degli sfollati riavrà la casa»
MONTORIO AL VOMANO. L’aggiornamento dei numeri a luglio fotografa la situazione della ricostruzione post-sisma del 2016 a Montorio. È il report pubblicato dall’amministrazione del sindaco Fabio Altitonante che denota come su 4.992 pratiche presentate in Abruzzo 391 riguardino Montorio ( 7,83%) e su 2.262 richieste concesse 225 riguardino sempre il comune montoriese (9,95%). L’importo richiesto è di 57.516.909,30 euro (5.65% sul totale di poco superiore al miliardo per l’Abruzzo) tra 39.654.183,52 euro concessi (8,94% sul totale di 443.500.000 per l' Abruzzo) e 26.139.920.49 euro liquidati (12,34% sull’importo di 211.800.000 euro liquidato per tutto l’Abruzzo).
«A Montorio è partita e procede speditamente sia la ricostruzione post-sisma sia per il 2009 che per il 2016, per gli edifici pubblici e privati», sottolinea Altitonante, «Montorio da ultimo comune abruzzese in tema di ricostruzione è diventato il primo: la percentuale di avanzamento totale che comprende tutte le richieste lavorate, sia concesse che respinte, evidenzia che Montorio è al 77,8%, mentre gli altri comuni del cratere sono al 68,9% e Teramo al 72,2%. Per il sisma 2016», prosegue il primo cittadino con i numeri alla mano, «sono state presentate quasi 400 richieste per la ricostruzione privata e sono stati concessi contributi per circa 40 milioni di euro». Montorio è stato duramente colpito dai terremoti che si sono susseguiti, con il centro storico che è la parte più danneggiata e quasi del tutto spopolata e dove i lavori di ricostruzione sono partiti con notevole ritardo. Danni ingenti che hanno fatto rientrare il comune dell’Alto Vomano sia nel cratere 2009 che in quello 2016. Per questo il report fa riferimento alla situazione sfollati: per il 2016 i nuclei familiari sistemati nelle soluzioni abitative di emergenza(Sae), note come casette di legno, sono 50; i nuclei familiari che percepiscono il contributo di autonoma sistemazione (Cas) sono, invece, circa 220 per una spesa mensile di 180mila euro. «Entro i prossimi due anni», annuncia Altitonante, «la maggioranza dei cittadini costretta a uscire di casa a causa del terremoto tornerà nelle proprie abitazioni. Questi sono numeri reali». Sui vari aggregati di corso Valentini che sono attualmente cantierizzati, ma i cui lavori procedono lenti, o addirittura in alcuni ancora non partiti, il primo cittadino tiene a precisare che «nessun cantiere è fermo, ci sono alcuni di essi che stanno ritardando l’inizio perché hanno richiesto il passaggio al Superbonus 110% rafforzato o l’integrazione dei fondi sisma 2016 per danni aggiuntivi». Un percorso «da portare avanti», conclude Altitonante, «e che mira a ripopolare i quartieri storici e con un ringraziamento al commissario per la ricostruzione del Centro Italia Guido Castelli per l’accelerazione impressa alla procedure».
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