Morto nell’esplosione, s’indaga su una fuga di gpl da un tubo

6 Giugno 2023

Via agli accertamenti tecnici sul bombolone e sui collegamenti tra l’esterno e il prefabbricato Non ci sarà l’autopsia, domani mattina i funerali del 64enne nel santuario di Madonna delle Grazie

TERAMO. Le certezze arriveranno dalle consulenze tecniche, anche se con il passare delle ore la dinamica della tragedia di Sardinara già si delinea nei primi atti di indagine.
Perché è su una fuga di gpl che si concentra l’attenzione di investigatori e inquirenti per dare un perché alla morte di Piero Marino, 64 anni, deceduto domenica sera nell’esplosione mentre si trovava nel piccolo prefabbricato vicino all’abitazione adibito a cucina e garage con una cantina interrata.
Dai primi accertamenti sembra che la fuga sia partita da un tubo di collegamento tra l’interno dello stabile e il grosso bombolone del gpl di alimentazione sistemato in giardino, di quelli per uso casalingo, con l’esplosione avvenuta in un ambiente già saturo e che quindi potrebbe essere stata innescata da qualsiasi cosa. Nell’immediatezza della tragedia di domenica si era sparsa la voce che l’uomo nei giorni procedente, allarmato da cattivi odori, avesse provveduto a chiamare dei tecnici per fare dei controlli. Ma questa voce è stata smentita dai carabinieri, delegati alle indagini, che invece hanno confermato il fatto che nei giorni precedenti qualcuno del posto avesse avvertito dei cattivi odori. Il bombolone e lo stabile restano sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta aperta dall’autorità giudiziaria.
Il corpo dell’uomo, dopo l’ispezione cadaverica eseguita ieri pomeriggio dall’anatomopatologo Gina Quaglione, è stato già riconsegnato alla famiglia: la Procura (pm titolare del fascicolo Monia Di Marco) non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia. Nella mattinata di ieri è stata dimessa dall’ospedale la moglie 60enne rimasta lievemente ferita nell’esplosione di domenica sera.
L’allarme è scattato intorno alle 20 di domenica quando in contrada Colle San Pietro di Sardinara un boato ha praticamente divelto il cucinino. L’uomo si trovava al piano interrato, mentre la moglie nel cucinino, a poca distanza. La deflagrazione è stata così violenta da sollevare in aria il tetto in lamiera. La forte onda d'urto, inoltre, ha divelto la copertura metallica del vano scala dell'edificio e ha sollevato il resto del tetto in pannelli metallici che ricadendo si è riappoggiato sulle pareti in muratura. I soccorsi sono stati immediati e in poco tempo sul posto sono arrivati i vigili del fuoco e le ambulanze del 118. Sono stati i pompieri ad estrarre ancora in vita Marino. Immediata la corsa in ospedale dove però l’uomo è morto poco dopo per i gravi traumi riportati nell’esplosione (così come successivamente accertato dall’ispezione cadaverica).
Domani alle 10.30 i funerali nel santuario Madonna delle Grazie e oggi camera ardente nella casa funeraria Petrucci.
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