Musei, nuovo bando Prevista l’apertura di una libreria d’arte
La base d’asta resta di 120mila euro ma il Comune decide di privilegiare la qualità dell’offerta alla proposta economica
TERAMO. La qualità prima della quantità. Rispondono a questo principio di fondo i criteri per la gestione degli spazi museali e archeologici del Comune. La giunta li ha approvati ieri mattina in vista dell'emissione del bando che riaffiderà l'incarico assegnato fino a settembre alla cooperativa Reis.
Nella valutazione delle offerte, dunque, avrà un peso specifico maggiore la proposta di gestione degli spazi, di cui fanno parte il museo archeologico, l'Arca, la pinacoteca e i siti archeologici, rispetto alla riduzione del costo fissato dall'amministrazione come base d'asta. L'indicazione è evidenziata dall'assessore alla cultura Marco Chiarini che ha illustrato le linee d'indirizzo del provvedimento da stilare ai colleghi e al sindaco Maurizio Brucchi. «Come per il programma delle attività culturali», osserva, «anche in questo caso partiamo dalle idee e non dal dato economico». Il bando, con i dettagli tecnici, è ancora da scrivere, ma un elemento concreto che traduce l'impostazione dettata dall'assessore è già fissato. Oltre agli spazi espositivi e archeologici, infatti, il nuovo gestore si occuperà anche del bookshop all'interno del museo archeologico. «Sarà una libreria d'arte», spiega Chiarini, «in cui vendere il materiale in possesso del Comune a cui andranno una parte degli incassi». Secondo l'assessore. insomma, più la gestione sarà di qualità e capace di attrarre visitatori, più il punto vendita funzionerà e produrrà introiti. Per dare maggiore agibilità a chi acquisirà il controllo per il prossimo triennio delle sale espositive e delle aree archeologiche, nel bando è previsto un aumento delle ore di attività da garantire che passeranno da 4.800 a 5.000. «Ce ne saranno duecento in più», fa notare Chiarini, «non per far pagare di meno gli operatori, ma per garantire il miglior funzionamento delle strutture e del bookshop». La quota prevista come base d'asta, infatti, resterà fissa a 120mila euro annui da sottoporre a ribasso. Il vantaggio economico più consistente per chi si aggiudicherà l'incarico dovrebbe derivare proprio dal punto vendita. «E' una possibile attività potentissima», conclude Chiarini, «da legare alla gestione dinamica e di qualità degli spazi museali e archeologici».
Gennaro Della Monica
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