Musei, nuovo bando Prevista l’apertura di una libreria d’arte

8 Luglio 2016

La base d’asta resta di 120mila euro ma il Comune decide di privilegiare la qualità dell’offerta alla proposta economica

TERAMO. La qualità prima della quantità. Rispondono a questo principio di fondo i criteri per la gestione degli spazi museali e archeologici del Comune. La giunta li ha approvati ieri mattina in vista dell'emissione del bando che riaffiderà l'incarico assegnato fino a settembre alla cooperativa Reis.

Nella valutazione delle offerte, dunque, avrà un peso specifico maggiore la proposta di gestione degli spazi, di cui fanno parte il museo archeologico, l'Arca, la pinacoteca e i siti archeologici, rispetto alla riduzione del costo fissato dall'amministrazione come base d'asta. L'indicazione è evidenziata dall'assessore alla cultura Marco Chiarini che ha illustrato le linee d'indirizzo del provvedimento da stilare ai colleghi e al sindaco Maurizio Brucchi. «Come per il programma delle attività culturali», osserva, «anche in questo caso partiamo dalle idee e non dal dato economico». Il bando, con i dettagli tecnici, è ancora da scrivere, ma un elemento concreto che traduce l'impostazione dettata dall'assessore è già fissato. Oltre agli spazi espositivi e archeologici, infatti, il nuovo gestore si occuperà anche del bookshop all'interno del museo archeologico. «Sarà una libreria d'arte», spiega Chiarini, «in cui vendere il materiale in possesso del Comune a cui andranno una parte degli incassi». Secondo l'assessore. insomma, più la gestione sarà di qualità e capace di attrarre visitatori, più il punto vendita funzionerà e produrrà introiti. Per dare maggiore agibilità a chi acquisirà il controllo per il prossimo triennio delle sale espositive e delle aree archeologiche, nel bando è previsto un aumento delle ore di attività da garantire che passeranno da 4.800 a 5.000. «Ce ne saranno duecento in più», fa notare Chiarini, «non per far pagare di meno gli operatori, ma per garantire il miglior funzionamento delle strutture e del bookshop». La quota prevista come base d'asta, infatti, resterà fissa a 120mila euro annui da sottoporre a ribasso. Il vantaggio economico più consistente per chi si aggiudicherà l'incarico dovrebbe derivare proprio dal punto vendita. «E' una possibile attività potentissima», conclude Chiarini, «da legare alla gestione dinamica e di qualità degli spazi museali e archeologici».

Gennaro Della Monica

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