Nasce la Team tutta pubblica D’Alberto: «È una rivoluzione»

27 Marzo 2021

La trasformazione della società municipalizzata passa con 23 voti favorevoli (tra cui quello del Movimento 5 Stelle) e cinque contrari. Italia Viva contesta e non vota, Fratelli d’Italia si astiene

TERAMO. Dopo 25 anni la Teramo Ambiente volta pagina. Un nuovo capitolo è stato aperto ieri dal consiglio comunale che ha approvato con 23 voti favorevoli, 5 contrari e un astenuto, la delibera che segna il passaggio della società da mista a completamente pubblica. È nata la Team in house. Il via libera è giunto dopo circa sette ore di discussione, precedute dall'ok al Pef da 10 milioni e 579mila euro che ha consentito una riduzione sulla Tari 2020.
La in house votata ieri prende vita con i “sì” di tutta la maggioranza e con il voto favorevole del Movimento 5 stelle tramite la consigliera Pina Ciammariconi. Ha scelto l'astensione Fratelli d'Italia col consigliere Pasquale Tiberii, mentre non ha votato (lasciando l'aula) Italia Viva che nel corso della discussione, tramite il consigliere Giovanni Luzii, ha più volte sollevato contrarietà all'operazione eccependo questioni di legittimità e di sostenibilità dei costi. Nelle file di Italia Viva si è registrata l'assenza del consigliere Flavio Bartolini. Il “no” alla delibera è arrivato da Futuro In, Oltre e Forza Italia: i rispettivi esponenti, Franco Fracassa, Luca Corona e Mario Cozzi, sono intervenuti nel dibattito contestando i tempi troppo stretti per una decisione così importante, ma anche l'assenza di un piano industriale e di certezze sul fronte finanziario. Ma la squadra del sindaco, compatta, ha replicato colpo su colpo alle critiche sollevate portando a casa un risultato di certo previsto, ma non per questo meno entusiasmante per una maggioranza che ha fatto della Team pubblica un cavallo di battaglia sin dalla campagna elettorale.
In aula erano presenti anche i dirigenti comunali che hanno lavorato alla messa a punto del passaggio alla in house: a loro è andato il grazie, in più passaggi, del sindaco Gianguido D'Alberto. I toni si sono alzati in un paio di occasioni, soprattutto quando si sono toccati gli aspetti economici dell'operazione che costerà al Comune 1,4 milioni di euro. Cifra ribadita più volte dai rappresentanti della maggioranza in risposta a rappresentazioni diverse date dall'opposizione. Nel corso degli interventi, il consigliere Vincenzo Cipolletti (Insieme possiamo) ha ringraziato il sindaco per questo «regalo di Pasqua alla città»; Massimo Speca (Pd) ha illustrato il quadro giuridico entro il quale l'operazione si è mossa; Francesca Chiara Di Timoteo (gruppo misto) pur rappresentando alcune preoccupazioni ha dato il suo appoggio alla trasformazione. L'intervento bussola di tutto il consiglio è stato però quello del sindaco. Ha parlato ai “suoi”, volgendo spesso lo sguardo verso quei dirigenti che non hanno mai abbandonato l'aula come a far quadrato attorno all'amministrazione ma soprattutto a un progetto definito «rivoluzionario». «Scriviamo oggi», ha detto D’Alberto, «una storia nuova: risolviamo un problema che si trascina da anni. La in house è una scelta coraggiosa perseguita nel rispetto della legge. Abbiamo raggiunto un risultato straordinario. I costi sono chiari, ma parliamo anche del valore: abbiamo fatto una scelta di valore, che guarda al domani e non solo all'oggi. Si cambia pagina, facciamo quello che nessuno ha voluto fare fino ad oggi. E non vi aspettate riconoscenza», ha concluso guardando i consiglieri di maggioranza, «da chi le cose non le voleva e non le vuole cambiare».
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