Naselli oggi davanti al giudice L’avvocato Pittelli non risponde

24 Dicembre 2019

Il tenente colonnello dei carabinieri accusato di rivelazione di segreti d’ufficio e associazione mafiosa L’interrogatorio di garanzia slitta di 24 ore dopo un’eccezione di nullità sollevata dal suo difensore

TERAMO. Era fissato per ieri mattina (rogatoria davanti al gip di Santa Maria Capua a Vetere), ma l’interrogatorio al tenente colonnello Giorgio Naselli è slittato a oggi. Il giudice ha accolto una eccezione di nullità sollevata dal suo difensore Gennaro Lettieri su una questione di date e avvisi spostandolo di 24 ore. L’ex comandante provinciale dei carabinieri di Teramo, coinvolto nella maxi operazione anti ’ndrangheta della Procura di Catanzaro, potrà avvalersi della facoltà di non rispondere o dare la sua versione dei fatti. Naselli, finito in carcere con altre trecento persone, è accusato di rivelazione di segreti d’ufficio e associazione mafiosa. Secondo l’accusa avrebbe rivelato indagini in corso all’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli, ritenuto uomo di fiducia del boss Luigi Mancuso. Un rapporto quello tra Pittelli e Naselli che, sempre secondo la Procura, sarebbe nato negli anni in cui il militare è stato alla guida del reparto operativo di Catanzaro. Pittelli, scrivono i magistrati, «è determinatore e istigatore della condotta» del carabiniere che, sempre secondo l’accusa, gli avrebbe fornito informazioni riservate. Una prima volta su alcune indagini condotte dai carabinieri di Pioltello su un giro di assegni a vuoto, tra cui quello di 400mila euro di un imprenditore cliente del legale. Una seconda volta, sempre secondo la ricostruzione della Procura, quando il 3 agosto di quest’anno lo avrebbe incontrato nel suo studio legale di Catanzaro. In quell’occasione, così si ricostruisce nell’ordinanza di custodia cautelare, gli avrebbe detto: «Attenzione a Roberto! Ha la Finanza addosso». Il terzo episodio contestato al militare fa riferimento a un suo interessamento ad alcuni accertamenti avviati dalla prefettura teramana (che sarebbero stati rivelati dallo stesso Naselli) su un’azienda riferita ad una società di Gioia Tauro con collegamenti alla ’ndrangheta e la cui documentazione sarebbe stata trovata nell’ufficio del militare.
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