Naselli, resta a Roma l’udienza preliminare Oggi si torna in aula

12 Settembre 2020

Davanti al giudice la maxi inchiesta di Gratteri contro la ’ndrangheta Respinte tutte le eccezioni degli avvocati dei 452 indagati

TERAMO. La prima certezza arriva in tarda serata, dopo un’ intensa e lunga giornata nell’aula bunker del carcere di Rebibbia: resterà a Roma l’udienza preliminare per la maxi inchiesta contro la ’ndrangheta della Procura di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri che tra i 452 indagati vede il tenente colonnello dei carabinieri Giorgio Naselli nella sua veste di ex comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri di Teramo.
Così ha deciso il gup Claudio Paris nel respingere tutte le eccezioni preliminari presentate ieri dagli avvocati sia sul presunto mancato rispetto delle norme anti Covid (a partire da quelle del distanziamento sociale) sia su una presunta nullità del decreto di fissazione dell’udienza preliminare.
Un’udienza preliminare che, visti i numeri, si annuncia lunga e complessa con un nuovo appuntamento già fissato per oggi e un altro lunedì. Ieri mattina c’è stata la costituzione di 29 parti civili tra cui la Regione Calabria, svariati Comuni e associazioni. Nell’elenco delle parti civili che si sono costituite ieri non figura la prefettura di Teramo indicata come parte offesa nell’avviso di conclusione delle indagini, ma va precisato che la costituzione di parte civile può avvenire fino alla prima udienza del processo. Sulla posizione di Naselli a luglio si è pronunciata la Corte di Cassazione che, dopo aver annullato l’ordinanza di custodia cautelare e aver disposto la scarcerazione del militare (assistito dagli avvocati Gennaro Lettieri e Giuseppe Fonte), nelle motivazioni del provvedimento ha scritto che il tenente colonnello «non ha voluto favorire la ’ndrangheta», spazzando via l’aggravante mafiosa contestata dalla Procura. Ora sarà il gup a decidere per un non luogo a procedere o per un processo.(d.p.)
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