Nessuna truffa con il cartellino Assolto il medico della Asl

6 Febbraio 2020

Atri, a processo l’ex dirigente del distretto sanitario accusato di essersi allontanato senza timbrare Per il giudice il fatto non sussiste. In precedenza archiviate le indagini su altre dieci persone

ATRI. Le motivazioni, come per ogni sentenza, spiegheranno il perché. Ma la più ampia formula del fatto non sussiste è già indicativa di quelle che saranno le argomentazioni di una sentenza di assoluzione pronunciata dopo una lunga istruttoria dibattimentale che, evidentemente, ha demolito l’accusa.
A sei anni dai fatti e a due dal rinvio a giudizio, ieri pomeriggio il giudice monocratico Domenico Canosa ha assolto Salvatore Prosperi, nella sua veste di allora medico responsabile del distretto sanitario di Atri, dall’accusa di truffa.
Il professionista era finito a processo perché, secondo l’accusa della Procura, avrebbe fatto risultare la sua presenza sul posto di lavoro in orari in cui si sarebbe allontanato senza utilizzare il badge segnatempo. Il medico era difeso dall’avvocato Enzo Formisani.
L’inchiesta da cui era scaturito il procedimento giudiziario per il professionista era quella aperta su presunti casi di assenteismo al distretto sanitario di Atri per cui all’epoca in undici, tra medici e amministrativi, furono iscritti nel registro degli indagati. Successivamente il pm Andrea De Feis (titolare del fascicolo) aveva chiesto l’archiviazione per dieci degli indagati (poi accolta dal gip), mentre aveva chiesto il rinvio a giudizio per il dirigente.
Così lo stesso pm aveva scritto nell’avviso di conclusione delle indagini in riferimento a Prosperi: «Nella sua qualità di dirigente medico responsabile del distretto sanitario di base di Atri fraudolentemente faceva risultare la sua presenza sul posto di lavoro in orari in cui si allontanava senza utilizzare il badge segnatempo smarcando l’uscita in orario successivo, così traendo in inganno l’ente pubblico erogatore degli emolumenti che liquidava somme non dovute».
Nella richiesta di archiviazione fatta per gli altri indagati così aveva scritto: «L’attività investigativa della Finanza ha evidenziato una serie di scorrette modalità di utilizzo del badge segnatempo da parte di alcuni dipendenti della Asl. Tuttavia le modalità delle condotte e la sostanziale impossibilità di comprendere quanta parte delle giornate lavorative (invero poche) sia stata oggetto di una corresponsione di emolumenti non dovuti rendono non esercitabile l’azione penale». Aggiungendo che non sarebbero emerse prove di un danno economico per l'azienda sanitaria «mancando elementi inconfutabili circa l'assenza dal servizio degli indagati».
Va precisato che nel processo al medico Prosperi l’azienda sanitaria non si è costituita parte civile.
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