New York, neretese fornisce pasti gratis agli operatori sanitari

2 Aprile 2020

Luca Di Pietro ha dovuto chiudere i suoi cinque ristoranti ma li ha riconvertiti per cucinare a chi lotta contro il virus

NERETO. C’è un abruzzese della Val Vibrata, Luca Di Pietro, 51 anni, titolare di cinque ristoranti a New York, che lotta contro la pandemia da coronavirus di cui la Grande Mela è focolaio, restando aperto per sfamare gli operatori sanitari. Originario di Nereto dove vivono ancora familiari e parenti, Luca Di Pietro, 51 anni, è stato costretto a chiudere i suoi ristoranti. Ma in una realtà accelerata come la metropoli americana abbassare le serrande non sarebbe stato utile a nessuno, specie a chi un pasto non può prepararselo: i medici e gli infermieri in prima linea, come in Italia, a combattere il grande nemico.
Chiudere significava morire imprenditorialmente ma anche abbandonare chi cerca di salvare vite in corsia. Di Pietro, residente nell'Upper West Side e proprietario della catena “Tarallucci e Vino”, ha così fondato il sito “Feed the Frontlines” (letteralmente: nutri chi è sulla linea del fronte). Di notte, insieme a sua moglie Kate e ai figli Isabella e Ian, offre pasti genuini e gratuiti direttamente agli operatori ospedalieri di New York. Amici, vicini e chiunque voglia aiutare può accedere al sito e fare clic su "Acquista pasti". Le donazioni on line consentono al team di “Tarallucci e Vino” di cucinare, organizzare, confezionare e consegnare i pasti agli ospedali. Il sito web è stato lanciato dieci giorni fa ed ha già consegnato oltre 4mila pasti caldi. Di Pietro possiede altri quattro “Tarallucci e Vino” in tutta Manhattan ed era stato costretto a licenziare 95 dipendenti dopo l'ordine del sindaco De Blasio di chiudere i ristoranti al pubblico lasciando solo la possibilità di preparare l’asporto. L’idea del “Feed the frontlines” ha portato il neretese-newyorkese Di Pietro ad assumere 27 persone come addetti alla cucina e responsabili della ristorazione. È così nata una grande maratona della solidarietà all’insegna dell’italian eat.
Alex De Palo
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