Niente alcol in strada, plauso dalle birrerie

I titolari: «Era ora anche perché spesso siamo stati accusati ingiustamente di vendere ai minori»
TERAMO. Vietato il consumo di alcol nelle aree pubbliche o soggette a uso pubblico. La nuova ordinanza del Comune di Teramo, emanata con l'obiettivo di ridurre il consumo tra giovanissimi e gli assembramenti, ha soddisfatto i titolari dei locali e delle birrerie del centro cittadino. «Sono completamente favorevole all'ordinanza», ha dichiarato Danny Nocco, titolare della birreria "Beer Bang", «da diverso tempo siamo letteralmente ostaggio di quelle che definisco vere e proprie baby gang. Gruppi composti principalmente da ragazzini ubriachi che disturbano, vandalizzano, creano confusione, importunano chiunque. Non ci facevano lavorare serenamente. Ci creavano anche della pessima pubblicità, perché magari qualcuno poteva pensare che fossimo noi i loro fornitori di alcol. Cosa peraltro facilmente smentibile: né io né altri colleghi possiamo vendere birra, superalcolici o qualsiasi altro tipo di bevanda alcolica a minorenni. Evidentemente facevano rifornimento in alcuni distributori o supermercati e poi venivano a bere in strada, magari non troppo lontano dalla mia birreria. Capite bene che oltre ad arrecarci fastidio, era fin troppo facile per le persone additare i pub e le birrerie del centro cittadino come responsabili. Sono quindi molto soddisfatto per questa ordinanza, sia come titolare del locale sia come cittadino. Ho assistito in prima persona a risse, disordini, violenze. Ero presente anche durante l'aggressione, avvenuta qualche giorno fa, da parte di minorenni alle forze dell'ordine. Io e la mia famiglia ci siamo dovuti barricare in una farmacia, aspettando che si calmasse la situazione. Non si poteva più andare avanti così, anche perché già il periodo è difficilissimo a causa delle normative anti-Covid».
Lo stesso pensiero da Gianni Ciardelli dell'osteria "L'Assenzio". «L'importante per noi è rimanere aperti e continuare a lavorare, quindi l'ordinanza ci interessa fino a un certo punto», dice, «ma di certo penso che permettere, in particolar modo ai ragazzini, di bere in strada non aveva nessun senso. Non si sa cosa andavano a combinare».
È soddisfatto anche Andrea Labrecciosa, titolare del "Caffè dei Poeti". «Al momento l'ordinanza mi riguarda relativamente», dice, «in quanto noi facciamo solo consegne a domicilio in questo periodo. Però credo che questa misura sia giusta e mi lascia soddisfatto; mi dispiace solo per le brave persone che magari avevano piacere a bersi un bicchiere di birra durante una passeggiata. Insomma come spesso succede a causa di pochi si finisce per pagare tutti. Purtroppo credo che l'ordinanza si sia resa necessaria a causa dell'alcol diffuso tra i minorenni, la situazione iniziava ad essere davvero antipatica anche per noi titolari delle birrerie e dei locali del centro. Antipatica per i disordini e i disagi causati, ma anche per i facili assembramenti. Penso inoltre che un dodicenne ubriaco sia più pericoloso di un adulto nelle stesse condizioni, i minorenni sono più incontrollabili».
Giacomo Novelli
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