«No al fermo biologico in agosto, subito i rimborsi ai pescatori»
Fermo biologico a Ferragosto e mancati rimborsi per i pescatori, «la Regione Abruzzo deve farsi carico dei problemi della marineria locale in crisi e farsi sentire a Roma». A parlare è Domenico Di...
Fermo biologico a Ferragosto e mancati rimborsi per i pescatori, «la Regione Abruzzo deve farsi carico dei problemi della marineria locale in crisi e farsi sentire a Roma». A parlare è Domenico Di Matteo, presidente del movimento Val Vibrata-Monti della Laga, che si fa portavoce della protesta degli armatori. Tre i punti fondamentali della protesta. Il primo è il fermo biologico per la pesca a strascico, che quest’anno è stato anticipato di due settimane e sarà in vigore da lunedì fino al 23 settembre in tutto il medio Adriatico. «Chiediamo uno slittamento di 15 giorni del fermo: se impossibile per quest’anno, almeno che vengano fornite garanzie per l’anno prossimo. Questo consentirebbe ai pescatori di lavorare in uno dei periodi più importanti per l’economia marinara, quando sulla costa invasa di turisti cresce la richiesta di pesce fresco sulla tavola. Se anche quest’appello cadesse inascoltato, il nostro territorio rischierebbe anche un danno di immagine turistico nel clou della stagione estiva». Poi sui rimborsi dei fermi degli anni passati: «A gennaio i pescatori hanno ottenuto i rimborsi minimi del ministero per il 2015, ma ancora non vedono un euro per le settimane di stop di lavoro del 2016 e 2017. Ora si aggiunge anche il 2018. I ritardi sono inaccettabili e rischiano di peggiorare una crisi già allarmante per il settore». La terza questione vede la Regione protagonista direttamente. Polemizza Di Matteo: «A ottobre del 2017 gli armatori della piccola pesca hanno partecipato al bando per il risarcimento dei danni provocati alle loro imbarcazioni dalle mareggiate del 2013 e 2015. È passato quasi un anno dalla richiesta, quasi cinque dall'emergenza, e ancora non hanno avuto alcuna notizia: che fine ha fatto il bando?». (l.t.)

