Nomine non concordate, il Bim minaccia di uscire dall’Ente porto

Il presidente Minosse non ha gradito che i revisori siano stati scelti da Comune, Provincia e Regione «Proporrò agli altri 25 sindaci del Bacino di abbandonare il consorzio, così non si può continuare»
GIULIANOVA. Nell’ultima assemblea consortile dell’Ente porto il presidente del Bim (Bacino imbrifero montano) Gabriele Minosse ha paventato l’ipotesi dell’uscita dell’ente dalla compagine giuliese. I soci erano stati convocati per l’approvazione del bilancio consuntivo e per la nomina del collegio dei revisori dei conti. Sul primo punto tutto è filato liscio visto anche il risultato positivo della gestione 2020. La frizione si è avuta quando si è trattato di procedere alle nomine perché, a ridosso della votazione per la scelta dei revisori, i rappresentanti del Comune di Giulianova, della Provincia di Teramo e della Regione Abruzzo si sono appartati evidentemente per concordare il tris di nomi da porre all’attenzione dell’intera assemblea. La partita è stata condotta da Paolo Giorgini, Diego Di Bonaventura e Umberto D’Annuntiis.
In verità i tre sindaci revisori sono stati poi nominati all’unanimità e quindi anche da Minosse. Solo che il presidente del Bim, al termine delle operazioni, ha preso la parola e ha preteso che venisse inserito a verbale un concetto molto chiaro, che riassume così al Centro: «Questo modo di fare non appartiene a una modalità partecipativa. Veniamo coinvolti solo quando ci sono da affrontare delle spese assieme, ma per il resto nessuna considerazione. Mi rivolgerò agli altri 25 sindaci che aderiscono al Bim e proporrò l’uscita dall’Ente porto. Non si può continuare così».
A memoria c’era già stato un precedente ai tempi della presidenza di Franco Iachetti, ma dopo alcune scaramucce il Bim rientrò nei ranghi. Minosse sottolinea: «Il Bim è stato uno dei soci fondatori dell’Ente porto ed essere trattati come è accaduto è sicuramente irriguardoso. A breve ascolterò gli altri 25 sindaci e proporrò democraticamente l’uscita dal consorzio. Lo ritengo a malincuore un passaggio obbligato. Ognuno», conclude, «si assumerà le proprie responsabilità».
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