Nomine Poliservice: a febbraio l’udienza sul ricorso di Nereto

18 Novembre 2021

NERETO. Pronto il ricorso contro la nomina del consiglio di amministrazione di Poliservice. Il Comune di Nereto affila le armi e ha depositato l’istanza al tribunale dell’Aquila, sezione...

NERETO. Pronto il ricorso contro la nomina del consiglio di amministrazione di Poliservice. Il Comune di Nereto affila le armi e ha depositato l’istanza al tribunale dell’Aquila, sezione specializzata in materie di impresa: l’udienza è fissata il prossimo 10 febbraio. Il Comune chiederà, in via preliminare, la sospensione delle deliberazioni adottate dall’assemblea dei soci di Poliservice del 24 settembre sottolineando, nel merito, come esse non siano conformi alla legge e allo statuto.
La causa incardinata ruota intorno a due convocazioni assembleari dei soci in cui vennero presentate da parte di alcuni di questi, fra cui Nereto appunto, le liste con i nomi dei candidati al consiglio di amministrazione. Nella prima assemblea del 9 agosto non fu raggiunto il quorum e si andò in seconda convocazione (il 12 agosto), dichiarata sciolta rilevando la necessità di procedere a una nuova assemblea. Così il 24 settembre venne indetta una nuova convocazione. Per alcuni sindaci soci (la cui linea è prevalsa) questa era la prosecuzione della precedente, per Nereto invece no, trattandosi di una nuova convocazione completamente disgiunta dalla precedente. Secondo la tesi sostenuta dal Comune di Nereto, le liste presentate e ritenute valide erano quelle presentate a settembre e non già quelle di agosto. Alla fine, fra i sindaci prevalse la linea della prosecuzione per cui – sostiene il sindaco di Nereto Daniele Laurenzi nel ricorso – non solo è illegittimo il modus operandi ma anche le nomine. Il ricorso verterà, quindi, sulla illegittimità del percorso seguito per la nomina del consiglio di amministrazione e sulla sottrazione di un seggio a Nereto e al socio privato (il nome di Gianni Antelli coincideva sia per il Comune che per il socio privato Abruzzo Servizi Scarl). La parola, dunque, al tribunale delle imprese. (red.te)
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