«Nostro figlio malato rifiutato in tutt’Italia e curato a Castilenti»

Il racconto di una coppia di Giulianova che ringrazia la Rsa «Gli danno affetto e attenzione, il sistema pubblico vale»
CASTILENTI. Manuel è il figlio malato che ogni genitore potrebbe avere. Perché basta un attimo a stravolgere le vite di un papà e di una mamma, a capire che nulla sarà più come prima, a inseguire un presente e un futuro sperando di non essere soli. Diana Di Bonaventura e Angelo Bottone lo hanno sperimentato sulla propria pelle quando tanti istituti italiani hanno rifiutato di ospitare il loro Manuel, 19 anni, una malattia genetica degenerativa rarissima, un lungo coma con danni cerebrali e le oggettive difficoltà di un’assistenza domiciliare. Dopo aver girato l’Italia in cerca di strutture che potessero ospitarlo ma che hanno negato la presa in carico proprio a causa delle sue condizioni, Diana e Angelo sono riusciti a portarlo nella Rsa di Castilenti, residenza sanitaria assistita della Asl di Teramo, dove Manuel si trova da marzo «tra tanto affetto e attenzione». «Deve essere motivo di vanto e di orgoglio per Asl di Teramo», scrivono i genitori in una lettera inviata ai dirigenti dell’azienda sanitaria teramana, «che deve sapere di avere un gioiello tra le colline di Atri. Ci sembra corretto che oltre ai casi di malasanità si citino anche quelli di ottima sanità come in questo caso». E allora questa mamma e questo papà di Giulianova, che come tutti i genitori non si sono mai arresi, hanno preso carta e penna per raccontare e ringraziare. Raccontare «di essere andati avanti anche dove tanti avrebbero ceduto ma la gestione familiare era diventata impossibile»; ringraziare «chi ha permesso tutto perché abbiamo tutti figli, genitori, fratelli e quando la vita impone una scelta così crudele sapere che ci sono persone che fanno di più di quello che è il loro dovere e si mettono in gioco allora questo fa sperare e si può continuare a lottare». E concludono: «La nostra gratitudine va al dottor Valerio Profeta, per il quale non ci sono ringraziamenti che possano bastare, al dottor Vincenzo Ferrari e al caposala Fabrizio Castagna senza il cui assenso e supporto non sarebbe stato possibile l’inserimento di Manuel nella struttura di Castilenti».(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

