Nugnes, frecciata a Italia Viva: non ha fatto campagna elettorale

2 Ottobre 2022

Il sindaco: «Il 14% del Terzo polo in città è eccellente anche perché i renziani sono stati assenti» La replica di Angelini: «Non è vero. E comunque a livello locale restiamo lontani da Azione»

ROSETO. Il sindaco Mario Nugnes, analizzando il voto a Roseto per le elezioni politiche, elogia il 14,31 per cento ottenuto dal terzo polo Azione-Italia Viva-Calenda, ma critica Italia Viva perché, a suo avviso, non ha partecipato alla campagna elettorale nonostante il terzo polo comprendesse anche il partito di Renzi. «A livello nazionale il terzo polo ha ottenuto il 7,8 per cento, e in Abruzzo il 6,26», commenta Nugnes, «mentre a Roseto il 14,31, per cui credo che questo dato sia ancora più entusiasmante dal punto di vista politico delle aspettative, contando anche il fatto che Italia Viva non ha fatto campagna elettorale».
A Roseto del resto c’è una situazione paradossale: al momento Italia Viva è all’opposizione contro una maggioranza piena di assessori e consiglieri tesserati con Azione, mentre a livello nazionale c’è stato un accordo. Marco Angelini, referente di Italia Viva a Roseto, precisa però che la campagna elettorale è stata fatta. «Io personalmente ero all’inaugurazione della sede di Giulio Sottanelli», dice Angelini, «e poi, se Italia Viva non avesse fatto nulla, come mai Camillo D’Alessandro, candidato al Senato per il partito, li ha presi i voti? Il Terzo polo può crescere, ma sui territori bisogna vedere cosa succede e al momento, qui a Roseto, noi e Azione siamo su posizioni divergenti».
La maggioranza è stata criticata perché, secondo diversi consiglieri di opposizione, il risultato non è stato particolarmente esaltante in una città a maggioranza Azione, ma Nugnes la vede diversamente. «Nel 2013», aggiunge il sindaco, «votò il 77 per cento dei rosetani, e Sottanelli prese 1.500 voti. Oggi Sottanelli è vero che ha preso quasi gli stessi voti, ma a votare è andato solo il 62 per cento dei rosetani. Con il 77 per cento i voti sarebbero stati 2.300». Il sindaco inoltre ricorda che Azione a Roseto ha raddoppiato il dato nazionale e lancia una provocazione: «Secondo questo concetto Fratelli d’Italia a Roseto avrebbe dovuto prendere il 52 per cento. Negli anni 2013 e 2018, a Roseto, l’ondata maggioritaria, prima dei 5 stelle e poi della Lega, è stata ancor più amplificata. Se a livello nazionale i 5 stelle presero il 33 per cento, a Roseto il 38. Se La Lega a livello nazionale aveva il 31 per cento, a Roseto il 37. Fratelli d’Italia, nonostante abbia un circolo e un consigliere che da circa venti anni fa politica, non è riuscita ad amplificare il voto nazionale. Nel 2018 il Pd, nonostante avesse un candidato come Luciano D’Alfonso, a Roseto prese l’11 per cento nonostante ci fosse al governo della città anche una maggioranza forte. Non è facile, non è scontato».
Nell’orbita di Italia Viva, a Roseto, c’è anche l’ex socialista Giovanni Proti, che auspica un accordo locale. «A mio avviso», afferma, «nonostante le difficoltà, un accordo qui si può trovare con Azione».
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