Nuova sede dello Zooprofilattico I costruttori contestano il bando

2 Luglio 2018

Il collegio Aniem: «Il progetto è stato redatto sulla base di una normativa non più vigente Così si rischiano contenziosi». L’istituto proroga il termine al 24 luglio ma non dà i chiarimenti richiesti 

TERAMO. I costruttori teramani non vogliono lasciarsi sfuggire un’opportunità che vale 11 milioni e mezzo di euro. Il 16 maggio scorso è stato pubblicato il bando di gara per l’appalto di progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori per la realizzazione del primo lotto funzionale della nuova sede dell'Istituto zooprofilattico sperimentale, a Colleatterrato.
Alcune imprese associate intenzionate a partecipare alla gara, tramite il Collegio costruttori Aniem di Teramo, il 12 giugno hanno richiesto una serie di chiarimenti basilari sul contenuto del bando, «considerato che il progetto definitivo a base di gara è stato redatto sulla base di una normativa tecnica precedente a quella vigente, chiarimenti a cui oggi ancora non viene data risposta, generando disappunto e preoccupazione tra le aziende, trattandosi di risposte fondamentali nel presentare la documentazione di gara», sottolinea il direttore dell’Aniem Alfonso Savini. Il 22 giugno, non avendo ricevuto nessun riscontro e considerata la scadenza della gara il 5 luglio, l’Aniem ha sollecitato lo Zooprofilattico e, considerati i tempi ormai ristretti, ha formalmente chiesto una proroga della scadenza del bando.
E così, giovedì scorso, il termine è stato spostato al 24 luglio. Però le risposte tanto attese non arrivano. E i tempi stringono comunque, visto che le aziende partecipanti devono presentare pure una progettazione. «Ci risulta che le delucidazioni richieste sono state tantissime, non solo da parte nostra, qualcosa vorrà pur dire», incalza l’Aniem, «abbiamo chiesto di avere un chiarimento sulla normativa da utilizzare per proporre le migliorie al progetto a base di gara, inoltre poiché gli apporti tecnologici, secondo il disciplinare, non dovranno comportare, a pena di esclusione, modificazioni sostanziali alla progettazione approvata, si è chiesto di chiarire tale punto, considerato che un adeguamento del progetto strutturale ed impiantistico alla normativa vigente comporterà inevitabili variazioni».
L’associazione costruttori ha accolto positivamente la proroga, ma torna alla carica sui chiarimenti. La posta in gioco, d’altronde, è alta. E le imprese teramane _ sono almeno una decina quelle interessate _ non vogliono correre il rischio di essere escluse. «Si tratta di un lavoro importante e prestigioso per il territorio a cui le aziende teramane in possesso delle qualificazioni necessarie vogliono poter partecipare nel migliore dei modi», osserva Savini, e continua: «Le aziende, per queste tipologie di gara con l’offerta economicamente più vantaggiosa investono risorse importanti, pagando anche professionisti esterni: pertanto pretendono di partecipare avendo un quadro chiaro. Sussistono ragioni di pubblico interesse correlate ad una regolare esecuzione dei lavori e alla più ampia tutela della concorrenza, per questo torniamo nuovamente a chiedere alla stazione appaltante di chiarire quanto sollecitato. È soprattutto interesse dell’ente far sì che le imprese partecipanti abbiano contezza di tutto, altrimenti il rischio contenziosi è altissimo e a rimetterci sarà la realizzazione dell’opera e l’intera comunità teramana. Credo», conclude, «che nessuno voglia che ciò accada».
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