Nuove antenne 5G Il sindaco: la legge ci impedisce di agire

TERAMO. Sulle antenne 5G il Comune non può fare più di tanto, comunque quel poco lo farà. È questa la sintesi della replica del sindaco Gianguido D’Alberto al consigliere d’opposizione Franco...
TERAMO. Sulle antenne 5G il Comune non può fare più di tanto, comunque quel poco lo farà. È questa la sintesi della replica del sindaco Gianguido D’Alberto al consigliere d’opposizione Franco Fracassa, che aveva denunciato un colpevole silenzio dell’amministrazione sull’installazione (già in corso) di diversi impianti della nuova tecnologia.
D’Alberto esordisce ironicamente: «Ci fa piacere che questa sollecitazione venga da chi era parte di una maggioranza che anni fa chiuse in anticipo tutti i contratti di locazione con le società di telefonia, incassando una quota ridotta e di fatto svuotando il bilancio di queste entrate. Oggi», continua il sindaco, «la disciplina delle antenne è cambiata, il piano antenne approvato nel 2014 dal Comune è stato superato dalla normativa successiva che di fatto ha dato alle società di telefonia un potere che impedisce alle amministrazioni di bloccare i nuovi impianti. Con la mozione approvata l’anno scorso in consiglio non acconsentivamo alla sperimentazione del 5G sul nostro territorio e così è stato, ma la fase di sperimentazione è finita e con il decreto Semplificazioni del 2020 non è più necessario ottenere autorizzazioni sugli impianti 5G: a meno che non ci siano vincoli particolari sulle aree scelte, gli enti locali non possono impedire nulla».
Il sindaco martedì ha incontrato insieme all’assessore Maranella e al funzionario Ciprietti i residenti di Colle Caruno, contrada dove Iliad sta installando una grossa antenna. «Ho spiegato loro la situazione», dice D’Alberto, «e garantito che verificheremo puntualmente gli atti e faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità. Ad esempio, nel caso specifico la realizzazione della strada di accesso non può essere fatta in barba alle norme urbanistiche».(d.v.)
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