Nuove piste ciclabili I soldi non ci sono più ma restano i progetti

22 Agosto 2018

I fondi del Masterplan sono stati deviati sulle strade Sopravvive l’idea di un percorso tra Teramo e il mare

TERAMO. È ancora arenato l’ambizioso progetto predisposto dal servizio urbanistico provinciale, con il supporto del sistema informativo territoriale dello stesso ente, che prevede il collegamento ciclabile tra Teramo e la costa.
Per ora l’unica certezza è data dalla manutenzione straordinaria del ponte in legno sul Tordino, finanziata dalla Regione, che rappresenta un determinante snodo della viabilità ciclopedonale sia sul litorale che verso l’interno. La pista avrebbe dovuto toccare lungo il tracciato diversi punti di interesse come l’università, il centro commerciale, lo stadio, la frazione di San Nicolò a Tordino, ma anche i centri di Bellante Stazione e Mosciano Stazione con la possibilità di usufruire degli snodi ferroviari per avvalersi del sistema intermodale treno+bici, gratuito sulle tratte regionali.
Un’idea, un progetto quello della pista ciclabile sul Tordino, di cui si parla da anni, tra ambienti istituzionali, associazioni sportive e ambientaliste, tecnici e semplici cittadini. Il tutto sembrava essersi concretizzato con l’avvio, da parte della Provincia di Teramo, di una progettualità finanziata dal Masterplan che però si è improvvisamente bloccata a causa dello storno dei fondi verso altri interventi per la viabilità veicolare ordinaria. Il progetto della Provincia prevedeva una spesa di 9 milioni di euro, ma facendo delle economie si poteva anche rimanere sui 6 milioni. Il presidente Renzo Di Sabatino era entusiasta tant’è che ad aprile del 2017 lanciò l’idea di una vera e propria rete di percorsi ciclabili che avrebbe dovuto comprendere la realizzazione della ciclovia del Tordino e quella del Vomano, il completamento di quella del Vibrata e la costruzione di un ponte ciclabile tra Marche e Abruzzo e di un percorso per le due ruote in comune di Montorio da collegare alle ciclovie di Tordino e Vomano. Ora, dopo aver sognato, tutto sembra rimandato, almeno per quanto riguarda l’esecutività del progetto.
Sotto il profilo della pianificazione sembra che la Provincia voglia andare avanti, coordinando la rete di piste ciclabili con la nascente rete ecologica provinciale e progetti di riqualificazione e rivitalizzazione dei territori montani, visto che numerosi studi affermano che la mobilità ciclistica, e con essa il turismo in bicicletta, porta benessere e favorisce la crescita di economie di massa, che nulla hanno da invidiare, in termini di paesaggi, cultura, tradizioni ed enogastronomia, ad altre destinazioni più blasonate.
Certo è che di quei fondi, per le piste ciclabili a Teramo (e quindi anche per quella del Vomano e di un tratto di quella del Vibrata) non resta praticamente nulla. Con una decisione – duramente contestata da Di Sabatino – la Regione ha destinato i pochi fondi superstiti a una pista in provincia dell’Aquila. Teramo per fortuna almeno è riuscita a salvare un milione e 200mila euro per il ponte ciclabile sul Tronto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA