Nuovi poveri in crescita: 7mila richieste di aiuto per pagare cibo e affitto

30 Settembre 2022

Aumentato il numero di cittadini e famiglie che si rivolgono alla Caritas Il vice direttore D’Eustacchio: «Con il caro vita lo stipendio non basta»

TERAMO. Lo stipendio non basta più. Cresce così la schiera dei nuovi poveri: cittadini e famiglie che, fino a qualche mese fa, dovevano fare i conti magari anche al centesimo con i loro redditi ma riuscivano comunque riuscivano ad arrivare a fine mese. La guerra in Ucraina, con il caro consumi, li ha messi in ginocchio: non ce la fanno più e sono costretti a chiedere aiuto per sopravvivere. A registrare gli effetti nel Teramano del conflitto, che si sommano a quelli di lungo termini innescati dall’emergenza sanitaria, è la Caritas diocesana.
I numeri della povertà
A fronte di 7.079 richieste arrivate dall’inizio dell’anno, circa l’88 per cento è riferito a viveri e prodotti alimentari, a cui l’istituto diretto da don Enzo Manes risponde attraverso la mensa aperta tutti giorni a pranzo, l’emporio della solidarietà e la distribuzione di pacchi. A seguire ci sono le domande per sostenere i canoni di affitto e le forniture di acqua, luce e gas. «Per queste ultime, in particolare, ci è sempre più chiaro che il contrasto materiale della povertà è fondamentale, ma non ci si può limitare ad esso», spiega Anna D’Eustacchio, vice direttore della Caritas, «è necessario accrescere la consapevolezza e la conoscenza di quanti si rivolgono a noi, dunque saper leggere una bolletta, tenersi informati sui bonus sociali e saperli richiedere ad esempio, al fine di promuovere comportamenti sostenibili tanto per l’ambiente quanto per il bilancio familiare». Al di là di questo aspetto i dati indicano «una generale riduzione della capacità reddituale di nuclei familiari e singoli che si riflette su richieste frequenti di aiuti materiale soprattutto per beni alimentari, affitti e utenze».
GLI EFFETTI COLLATERALI
L’aumento della povertà economica delle famiglie rischia di avere conseguenze molto pesanti anche sulla povertà educativa dei minori al loro interno. «Le due forme di privazione sono fortemente correlate e, nella maggior parte dei casi, tendono a trasmettersi di generazione in generazione», spiega D’Eustacchio, la condizione di vulnerabilità, pertanto, aumentando i bisogni materiali di molte famiglie, diminuirà ancora di più la loro possibilità di investire nell’educazione dei figli e le conseguenze di tutto ciò si riscontreranno sia sul versante dell’apprendimento dei ragazzi che nel futuro rischiano di entrare nel circolo vizioso della povertà».
l’impegno della Caritas
Gli interventi messi in atto su questo versante dall’istituto diocesano sono incentrati su: supporto scolastico pomeridiano per minori italiani e stranieri, sostegno psicologico, acquisto di libri e materiale scolastico, di cui è stato riscontrato l’aumento dei costi, organizzazione di attività estive, nonché contributi economici per visite mediche, oculistiche e dentistiche. Si sente meno il peso del caro bollette. «Per ora non viene recepito in modo così netto dal nostro centro d’ascolto», conclude il vice direttore della Caritas, «perché la nostra utenza, costituita in prevalenza da nuclei e singoli in condizione di vulnerabilità e non da commercianti per i quali il rincaro è stato particolarmente evidente, nel periodo dell’anno in cui ci troviamo, appena passata l’estate, paga importi contenuti. Gli aumenti più significativi sono spesso dovuti a conguagli».
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