Oasi dei calanchi a fuoco: ora è caccia al piromane

Le fiamme hanno divorato dieci ettari di vegetazione, in azione due Canadair Il direttore della riserva: «Confidiamo nella magistratura, servono più controlli»
ATRI. La notte è un imbuto di paura nella riserva regionale dei calanchi di Atri dove le fiamme dolose ingoiano dieci ettari di vegetazione e lasciano ferite ben visibili nell’oasi del Wwf. «Ci sono stati danni, anche se fortunatamente meno gravi di quello che si poteva temere con un rogo di questa portata», dice il direttore Adriano De Ascentiis, tra i primi ad arrivare sul posto, «ora speriamo nella magistratura per fare chiarezza su quello che è successo e per dare un volto ai responsabili. E chiediamo che ci siano più controlli».
Non è la prima volta che nella riserva la mano dei piromani lascia il segno: è già successo in molte altre occasioni fino al 2008. «Dopo quella data », continua De Ascentiis da anni in prima fila nella tutela dell’ambiente, «grossi incendi non c’erano più stati nella riserva. Ora però si torna bruciare»
La cronaca racconta che il fuoco è divampato nella notte tra sabato e domenica, poco dopo le 2. Quei bagliori al Colle della Giustizia, nel cuore della riserva, hanno subito destato timori e l’allarme è scattato immediatamente anche se la zona particolarmente impervia ha reso difficoltoso il primo intervento delle squadre da terra. All’alba è iniziato il lavoro di due Canaidair che complessivamente hanno fatto quindici lanci d’acqua riuscendo ad avere la meglio sul propagarsi delle fiamme. «I piloti hanno fatto delle proprie acrobazie», continua De Ascentiis, «per domare le fiamme con il lancio dell’acqua».
Il coordinamento da terra dei mezzi aerei è stato affidato a un Dos, direttore delle operazioni di spegnimento, del comando provinciale dei pompieri. Alle operazioni di intervento hanno partecipato cinque mezzi fuoristrada dotati di moduli antincendio delle associazioni di Protezione civile Gran Sasso e Cives di Teramo. Solo dopo molte ore, nella tarda mattinata di ieri, le fiamme sono state domate. Il rogo sarebbe partito da una zona molta impervia che con il passare delle ore si è alimentato con la piccola vegetazione presente. Per questo motivo alle prime luci di ieri mattina è stato necessario l’intervento dei Canadair, mentre l’opera dei vigili del fuoco è stata fondamentale per tenere sotto controllo l’incendio nella zona bassa, impedendo che le fiamme potessero estendersi nella zona boschiva più in alto e quindi danneggiare un’area di pregiato valore ambientale. Il fumo che si è levato dalla riserva ha sollevato le preoccupazioni dei residenti della zona che ormai da qualche giorni devono convivere con la paura delle fiamme: pochi giorni fa, infatti, c’è stato un vasto incendio che ha lambito i confini della riserva generando molta paura. «Ringrazio tutti i pompieri e i volontari», conclude De Ascentiis, «un appello lo rivolgiamo a chiunque abbia visto qualcosa affinchè segnalino».
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